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Scala e la sua Roma “zemaniana”: tanto corto muso e pochi clean sheet
Il tecnico sorprende per l’attenzione alla manovra offensiva, ma spesso il problema è in difesa
Quando si parla di Under 18, la premessa doverosa è sempre legata a quali giocatori vengono messi a disposizione del tecnico a seconda delle chiamate in Primavera e, anche in questa stagione, alla Roma, come in tanti club, le problematiche non mancano. Troppi i cambi di formazione dovuti a calciatori che salgono con i “grandi” per giocare pochi (in alcuni casi anche zero) minuti o che scendono dalla stessa Under 20, con conseguente minor spazio per i 2009 e 2010 in ascesa. In più gare è capitato infatti di vedere contemporaneamente più della metà degli interpreti già presenti in rosa lo scorso anno, probabile sintomo di un mercato estivo in uscita non esaustivo, con la conseguente necessità di concedere minutaggio (almeno in Under 18) a giocatori in esubero.
Fatta la premessa, passiamo al calcio giocato, dove il dato lampante sui giallorossi è quello che riguarda la difesa, in particolare i clean sheet. Solo in due occasioni, infatti, i ragazzi di Scala sono stati in grado di mantenere la porta inviolata (Lazio-Roma 0-1 e Roma-Sassuolo 1-0), quando tra i pali c’era Giorgio Stomeo, ora passato al Prato in Serie D.
I 29 gol subiti potrebbero essere figli di tre fattori: le disattenzioni dei singoli, su cui poche colpe hanno dirigenza e staff; la continua rotazione nelle convocazioni (tanti i giocatori tra Under 17, Under 18 e Primavera, con i grandi che oscurano i piccoli); ma soprattutto la grande attenzione posta sulla fase offensiva, tipica delle squadre di Scala.
Va riconosciuto alle rose del tecnico, Campione d’Italia nel 2023-24 con l’Under 15, che le qualità si sono fatte preferire per le trame d’attacco più che per la capacità di tenere al sicuro la propria porta. L’allenatore, infatti, capace di valorizzare negli anni diverse individualità (su tutti Bouaskar, Bonifazi e Guaglianone), ha sperimentato, provando sempre a proporre la sua idea di calcio, molto “de zerbiana”, ma che quest’anno sta prendendo sempre più le sembianze della Roma di Zeman: attaccare e proporre idee offensive sempre, recuperando partite che in molti avrebbero dato per perse – contro Torino e Verona in particolar modo – ma rischiando, in molti casi, di mettere a repentaglio i 3 punti per via di qualche ripartenza che, ovviamente, devi concedere se sei spesso all’arrembaggio.
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Tuttavia, che il tecnico boemo non sia il suo mentore siamo praticamente certi, e le prestazioni complessive offerte contro Lazio e Napoli dimostrano che questa squadra ha ben altri modelli a cui ispirarsi. Qualcuno potrebbe pensare a Massimiliano Allegri visto che i risultati dicono che 7 vittorie su 12 sono arrivate mettendo solamente “il musetto davanti”. Ma ci sentiamo di scartare anche questa possibilità.
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Una realtà con cui questa squadra deve fare i conti è quella di avere tutte le carte in regola per puntare dritto allo scudetto, ma per farlo c’è bisogno, fin da subito, di alzare il livello nella trequarti arretrata, per poi offendere con la cattiveria che contraddistingue i Lupacchiotti.
Riusciranno a mettere a punto queste peculiarità? Citando Lorenzo de’ Medici, possiamo dire che “del doman non v’è certezza”, ma, sperando di aver invocato Zeman invano, siamo fiduciosi che, tramite il lavoro, Scala e la sua truppa, da qui a fine campionato, sapranno alzare un muro e mettere nel mirino la coppa sfuggita a Ciaralli lo scorso anno contro il Torino all’ultimo atto.