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02 Aprile 2015
Sora (foto Salati)
La pausa pasquale si pone a sole due giornate dalla fine del campionato. Momento di bilanci finali dunque per il girone I nel quale molto, se non tutto, è stato già ampiamente deciso. In cima al girone la battaglia durante la stagione è stata serrata ed emozionante e ha reso vivo un campionato che per molti dirigenti e tecnici sarà come un grande vivaio da cui pescare giocatori di qualità per i Dilettanti delle prossime stagioni.
Una
coda di problemi e delusioni
Iniziamo
però il nostro focus dal basso. L'assenza di determinazione mostrata
da alcune squadre in fondo alla classifica non impedisce un'analisi
del quadro, severa per l'atteggiamento apparentemente rinunciatario
di compagini per cui il divario tecnico e i problemi organizzativi
non possono essere un alibi sufficiente per la disfatta che si è
andata concretizzando turno dopo turno. Se la permanenza nella
categoria di Sora e Isola Liri sembra al riparo, alla luce delle
performance delle rispettive prime squadre, certo le due formazioni
non possono essere esenti da critiche. Tre punti in 26 giornate,
totalizzati dalle due formazioni ciociare, sono davvero uno score
deludente. Una sola vittoria (0-1 contro l'Isola Liri nel derby del
28 febbraio) e un solo pareggio (il 2-2 contro l'Astrea del 14 marzo)
sono le uniche note positive del campionato del Sora, alle prese
comunque con una difficile opera di riorganizzazione del settore
giovanile ancora non del tutto completata, e vittima di un punto di
penalizzazione inflitto nel periodo probabilmente più complicato
della sua stagione. Impallidiscono poi i 15 gol realizzati dai
biancoverdi di fronte agli 83 subiti. Peggio però hanno potuto fare
i cugini dell'Isola Liri. I biancorossi infatti archiviano il poco
edificante record di oltre cento reti subite (118 per l'esattezza) a
fronte di sole 9 realizzate: peggior difesa quindi e peggior attacco
di quest'anno. L'unica vittoria è stata messa a segno anche in
questo caso in un derby, quello dell'andata, vinto dall'Isola Liri
per 1-3. Enorme lo scalino che separa le due formazioni dalla
terz'ultima, il Fondi, che coi suoi modesti ma onorevoli 21 punti si
inserisce in un campionato disputato con benaltro spirito, ma
probabilmente anche con altri mezzi a disposizione, rispetto al duo
ciociaro.
Gemelli diversi al terzo posto Di tutt'altro segno il quadro offerto dalle prime posizioni. Curiosa l'accoppiata del terzo posto, composta da due giganti come Ostiamare e Viterbese. Squadre gemelle per le statistiche: entrambe infatti sono a quota 54 punti, avendo totalizzato 17 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte. Incredibilmente simile il bilancio delle reti: 58 quelle realizzate dai lidensi, 57 quelle dei viterbesi; con 25 gol incassati da entrambe. Al quarto posto poi c'è l'Astrea, un gradino sotto a Ostiamare e Viterbese, ma solo per il punteggio e il rapporto vittorie/sconfitte. La squadra di Mastrodonato infatti, sebbene appesantita da quattro pareggi in più rispetto al duo del terzo posto, vanta una capacità offensiva decisamente superiore (a scapito della difesa a dire il vero) che la colloca, come attacco, nell'ambita élite dei migliori reparti offensivi assieme a San Cesareo e Rieti. Sono infatti ben 72 i gol realizzati dalle Fiamme Azzurre nel corso della stagione, in media 2.88 a partira, a fronte di 40 incassate però, le quali danno un senso alla quarta piazza occupata dalla squadra di Mastrodonato coi suoi 46 punti totalizzati.
San
Cesareo e Rieti: una sfida mai finita
Campionato
a parte infine quello di San Cesareo e Rieti. Squadre di un'altra
categoria davvero, quella di Coscia e quella di Pompili, hanno saputo
donare smalto e vivacità a una categoria spesso (ingiustamente come
in questo caso) liquidata come mero vivaio per la Serie D e incapace
di splendere di luce propria. Una bellissima sfida, prottattasi per
venticinque giornate, quella regalata dalle due formazioni. Se il San
Cesareo risulta nettamente più avanti coi suoi 68 punti, dieci in
più rispetto agli amaranto, validi per rivendicare la matematica
vittoria del campionato, è sull'attacco che le due hanno dato vita
alla sfida più combattuta, coinvolgente, ma soprattutto ancora
apertissima a sole due giornate dalla fine. A fronte degli 87 gol
fatti dalla squadra di Coscia infatti sono 86 quelli messi a segno
dalla formazione reatina; con una capacità offensiva media
rispettivamente di 3.48 e di 3.44 reti a partita. Sono stati però
due pareggi in più e due sconfitte di troppo (tra i quali il "caso"
dello 0-3 contro il Flaminia della prima giornata e lo sfortunato
pareggio proprio contro i rossoblu di Coscia della seconda), a pesare
sul cammino del team di Pompili per il titolo, e a lasciare spazio di
fatto alla cavalcata trionfale del San Cesareo. Ora, peserà
sull'attacco del San Cesareo l'alloro appena conquistato, ed
eventualmente saprà trarne vantaggio il Rieti per conquistare almeno
il titolo di miglior attacco del girone? La sfida è ancora aperta,
saranno infatti i prossimi 180 minuti a emettere quest'ultimo
verdetto.
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