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girone I
10 Aprile 2015
Sono ventiquattr'ore di attesa spasmodica in casa Astrea.
L'imminenza del match contro il San Cesareo viene vissuta con concentrazione e
fiducia dalla squadra e dal suo tecnico, Quintiliano Mastrodonato, che abbiamo
sentito circa questo incontro ma anche su altro...
Mister, domani
affronterete il San Cesareo, nella giornata successiva il Fondi. Cosa ti
aspetti da questi ultimi due turni?
"Domani sarà una giornata fondamentale. Siamo costretti
a vincere per non perdere la possibilità di giocare i play off, sperando anche
che il Rieti vinca a Viterbo. Ma dobbiamo fare come abbiamo sempre fatto: pensare
partita dopo partita concentrandoci di volta in volta su ogni singolo incontro
per fare più punti possibile. Alla fine tireremo le somme. Quello di domani è
un test importante. Spero di avere anche un po' di supporto dalla prima
squadra, alla quale abbiamo dato molto durante la stagione. Ma per questo dovrò
attendere le decisioni del collega dopo la rifinitura di oggi".
Siamo alle battute
finali del campionato. Ritieni che la stagione dell'Astrea si chiuda con un
bilancio positivo e con gli obiettivi che vi eravate prefissati pienamente
raggiunti?
"A questo punto il nostro obiettivo sono i play off.
Sarebbe un peccato non centrarlo per quello che abbiamo fatto in questa
stagione e per come lo abbiamo fatto. Abbiamo disputato un ottimo campionato,
nonostante io abbia dovuto inserire per necessità vari 97, e addirittura dei
98, ma rivelatisi tutti davvero all'altezza. Insomma, arrivati a questo punto,
dopo tutti questi sforzi, sarebbe veramente un peccato non raccogliere il
massimo".
Diamo uno sguardo anche
alla prossima stagione. In particolare, quale sarà il tuo futuro?
"Sarà la società a definire i programmi. Molto
dipenderà da cosa farà la prima squadra, che lotta per la salvezza. Finché il
suo destino non sarà chiaro ogni programma che ci riguarda risulta prematuro.
Quanto a me, se mi chiederanno di restare alla guida della Juniores per un
altro anno accetterei volentieri. Questo è il secondo anno qui e in tutto
questo tempo si sono consolidati rapporti e dinamiche che nel corso di una
stagione aiutano".
E se saltasse la
panchina di Rambaudi in seguito a una eventuale retrocessione e ti venisse
proposto di guidarla?
"Di certo non mi tirerei indietro. Del resto
significherebbe anche riconoscere che quanto fatto con la Juniores ha un certo
valore e merita una fiducia più ampia, nell'ambito di quel tipo di progetto. Ma
bisogna aspettare i verdetti che arriveranno nelle prossime settimane e i piani
che conseguentemente vorrà impostare la società".
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