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17 Ottobre 2015
Uno scatto dalla gara
MARCATORI Placidini 41’ pt (C), Tulli 28’ st (G)
CRECAS CITTÀ DI PALOMBARA Alesiani, Brandi (38’ st Migliosi), Ferrante, Cera, Di Benedetto, Gentile (9’ st Luttazzi), Placidini, Ranucci (29’ st Quaglini), Valente, Veneruso, Lapka (30’ st Alivernini) PANCHINA Vicolini, Caselli, Palocci ALLENATORE Cola
GUIDONIA Maiellaro, Ongaretto (5’ st Manzo), De Miccoli, Mencio, Andolini, Ranieri, Scaramella, Gjergjj (1’ st Napolitano), Tulli, De Michele (42’ st Tozzi), Cornacchione PANCHINA Sgabelloni ALLENATORE Borghi
ARBITRO Liviabella di Tivoli
NOTE Ammoniti Veneruso,
Andolini, Cornacchione. Angoli 5 – 5. Rec.
1’ pt, 3’ st.
Il derby tra CreCas Città di Palombara e Guidonia non ha decretato
vincitori: un gol ciascuno per tempo, in un match sostanzialmente equilibrato. I
primi a farsi avanti sono gli ospiti al 12’, quando Tulli serve il solitario De
Michele, il cui tiro velenoso viene allontanato oltre la traversa da Alesiani.
Al 27’, dalla parte opposta del campo, cross di Brandi dalla destra verso il
secondo palo per Ranucci, che prova da distanza ravvicinata conquistando solo
un corner dopo una deviazione. Al 41’ ancora padroni di casa: azione insistita
sulla destra, con il tentativo di Valente dal fondo, la risposta di Maiellaro e
il tap-in vincente di Placidini che realizza la rete dell’1 a 0. Il Guidonia
prova a rimettere in piedi la gara al 5’ della ripresa con il destro di
Cornacchione che termina alto. 2’ dopo, a parti inverse, la compagine di Cola
va vicino al raddoppio: Ferrante calcia una punizione dai 25 m di destra e
Veneruso spizza, ma Maiellaro è pronto e devia in angolo. Sul fronte opposto al
12’ è Napolitano a provare il tiro a incrociare lambendo il palo alla sinistra
di Alesiani. L’insistenza dei tiburtini si concretizza al 28’, quando Tulli
lascia partire il tiro con l’esterno dalla lunga distanza sorprendendo
l’estremo difensore di casa e infilando per il pareggio. I sabini hanno la loro
ultima possibilità di conquistare i tre punti al 46’ con una punizione dai 20
m, ma Di Benedetto manda fuori: nulla di fatto.
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