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L'intervista

Ferri: "Un portiere deve essere forte con la testa"

Le parole del portiere del Certosa, vincitore del sondaggio social di Gazzetta Regionale

22 Febbraio 2019

Francesco Ferri (FOTO Lori)

Francesco Ferri (FOTO Lori)

Francesco Ferri (FOTO Lori)

Ha le idee chiare su suo futuro e su quello del Certosa Francesco Ferri, che sabato scorso ha offerto una prestazione da urlo contro il Savio e che ha fruttato ai suoi un punto, che se non tornerà utile per provare una rincorsa già difficile ad un posto play off, può avvicinare i neroverdi a quel quarto posto che porta alla conquista del secondo trofeo di categoria, ossia il Tortora. Una sicurezza la sua, quella che traspare parlandoci, che fa capire come su questo portiere si possa puntare anche in chiave prima squadra. Il caso ha voluto che dopo il successo di Palone, che lo ha in qualche modo sponsorizzato, la vittoria di questa settimana sia capitata a lui "Io e lui siamo amici da tanto tempo, abbiamo giocato insieme all'Albalonga e siamo stati anche convocati in Rappresentativa e ci siamo ritrovati al Certosa. Abbiamo sempre avuto un buon rapporto"

Francesco ti aspettavi di vincere? "Non me l'aspettavo perché ho dato un'occhiata agli altri candidati ed ho visto che c'erano giocatori molto importanti, come Tucci dell'Atletico Vescovio che sta andando molto bene. Lo stesso De Masi del Savio. Il Savio a livello individuale è veramente forte. Lui e Iannoni mi hanno colpito molto. Poi c'è anche Mancini, il portiere biancazzuro. Anche lui l'ho conosciuto in Rappresentativa e mi aveva già colpito. Sabato rispetto a me in pratica ha subito, fortunatamente, gol sull'unico tiro in porta. Io penso che al di là della gara di sabato le sue qualità si siano viste anche in altre occasioni. Ha fisico ed abilità di piede. Sia io che lui abitiamo ad Albano, quindi magari da piccoli abbiamo giocato insieme"

Com'è questo punto contro il Savio? "Ho esultato molto al triplice fischio, perché secondo me era una gara da non perdere. Vincerla sarebbe stato eccezionale perché avrebbe voluto dire guadagnare terreno sul quarto posto, che è il nostro obiettivo. Il Savio è una grande squadra, e alla fine si è rivelato tale. Hanno giocato davvero una grande partita e l'esser stato così impegnato ne è la dimostrazione"

Obiettivo Tortora, ma potevate fare di più? "Non conoscevo le realtà come il Settebagni. Conoscevo rose come Vigor Perconti, Savio e sapevo anche che il Campus Eur fosse una squadra molto organizzata. Ad inizio stagione vedevo che avevamo giocatori importanti, anche tra i 2001, come Damiano Gjeka che infatti sta in Rappresentativa ed ha giocato oggi la finale del Caput Mundi, con la Rappresentativa che ha fatto un gran torneo. L'Elite è un campionato molto difficile. E' il vero campionato a livello dilettantistico, perché te la devi giocare con tutti. Ad inizio campionato quindi l'obiettivo lo potevo identificare nei play off o nel Tortora. Direi che adesso abbiamo la possibilità di andarcela a giocare, anche perché vedo una flessione della Boreale. Contro di loro è finita 1-1, ho fatto qualche intervento importante, ma abbiamo sbagliato tanto. Quindi credo che in casa loro se continuiamo a far bene potremo giocarci molto"

Ti senti pronto per giocare in una prima squadra? "Fortunatamente ho avuto esperienze tra i grandi. Al Albano mi sono allenato con il gruppo della Serie D e quest'anno invece ho avuto la possibilità qui al Certosa, grazie anche al direttore Marco Belli, di esordire in Prima Categoria, in una partita delicata contro il Villa Adriana. E' andata bene, spero che mantengano il primo posto ed una soluzione, magari in Promozione, potrebbe essere quella di restare al Certosa"

Su cosa pensi di dover migliorare? Abbiamo visto che tra i pali ci sai fare... "Non so risponderti con precisione. Io credo che un portiere debba lavorare sempre con la testa. Il ruolo del portiere è molto particolare, una fase molto importante è la metabolizzazione dell'errore. Un portiere nel momento in cui sbaglia non può essere salvato da nessuno. Quindi devo continuare a lavorare sulla testa e comportarmi in maniera professionale. Prendere il calcio non come un passatempo, ma come qualcosa di importante". 

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