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Capaldo cuore biancoceleste: "Al Signia per dare una mano"

L'esterno classe 2001 analizza la propria stagione e quella dei lepini, spiegando i motivi che l'hanno spinto a restare

08 Marzo 2019

Capaldo

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Una stagione, quella del Signia, vissuta fin qui tra alti e bassi per quanto riguarda l'Under 19. La formazione lepina, nell'anno del ritorno in campo, è attualmente la nona forza del girone C, un gruppo abbastanza impegnativo e che vede primeggiare il Setteville Caserosse. I biancocelesti di mister Cacciotti sono reduci dalla sconfitta con il Castelverde e nel prossimo turno affronteranno in trasferta la Roma VIII. A raccontarci la stagione dei lepini è l'esterno offensivo Nicolò Capaldo, restato in estate al servizio del Signia nonostante varie richieste da più parti. Parola al giocatore. “Abbiamo deciso di riformare la squadra a Segni dopo tanti anni, in primis con la persona di mio padre (il presidente n.d.r.) che si è impegnato moltissimo per far sì che si riformasse a giocare la Juniores. Fin qui non è stata una stagione semplice. All'inizio, con mister Picci, stavamo lavorando in modo continuo credendo di poter conquistare risultati importanti. Ma purtroppo sono mancate quelle condizioni per portare avanti un campionato di vertice. Molti ragazzi hanno lasciato il progetto e lo stesso allenatore è stato costretto a dimettersi. Ora ci sta traghettando mister Cacciotti. La società ha cercato di essere sempre fiduciosa, ma ci è mancata positività soprattutto perché non riuscivamo più ad allenarci. Il primo periodo è stato comunque buono, ci siamo portati a cinque punti dalla vetta. Poi, da quando si è dimesso il mister, abbiamo ridotto gli allenamenti e questo si è visto in campo. Abbiamo ottenuto risultati opachi faticando anche con le “piccole”. Non nego che ad un certo punto si pensava anche al ritiro della squadra, ma poi per orgoglio di noi ragazzi e della società si è deciso di onorare il campionato fino alla fine”. Quali sono le tue aspettative? “Sicuramente cercare di chiudere la stagione degnamente e con più vittorie possibili. Vogliamo ottenere un buon piazzamento. Nonostante questo sia un campionato spesso sottovalutato ho riscontrato invece un buon livello, con ottime squadre come ad esempio il Castelverde o il Tor Lupara. Quindi ci sarà da sudare fino alla fine”. A livello personale cosa ti aspetti? “Vengo da due stagioni di transizione, ma nonostante le difficoltà sono riuscito ad emergere. Il top per me sarebbe di arrivare in Serie D, in Eccellenza, o in Promozione. Basta che sia un progetto sano e che sappia valorizzare i giovani. Mi piacerebbe giocare in prima squadra”. La tua è stata una scelta di cuore. “Ho deciso di giocare al Signia soprattutto per dare una mano a papà. Avevo avuto chiamate da Artena, Almas, Paliano e Valmontone a gennaio, ma alla fine ho deciso di rimanere qui”. A quale giocatore ti ispiri? “Sono un esterno atipico e mi rivedo molto in Salah, ma il mio vero idolo è Marcus Rashford. È molto alto ma al tempo stesso agilissimo”.

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