Cerca

FOCUS

Fiumicino, quanti talenti in porta! Ecco come nascono...

Cammisa, Sofia e Pacelli stanno sorprendendo tutti. Ma cosa c'è dietro un simile rendimento?

19 Marzo 2019

Alessio Pacelli in azione @DelGobbo

Alessio Pacelli in azione @DelGobbo

Alessio Pacelli in azione @DelGobbo

Questa è una stagione ricca di incertezze per il Fiumicino che a poche giornate dalla fine si ritrova in undicesima posizione a lottare per una salvezza tranquilla. Nonostante ciò ci sono dei pilastri imprescindibili su cui la formazione rossoblù si aggrappa senza dubbi. Pilastri vecchi e ormai noti ai più, ma comunque fondamentali, come la grinta di capitan Cozzolino o la cattiveria sotto porta di Gazzellone. Pilastri nuovi, che rappresentano una piacevole sorpresa per gli aeroportuali, come la solidità degli estremi difensori che partita dopo partita hanno sorpreso tutti con parate plastiche da veri professionisti. Parliamo di Lorenzo Cammisa, Roberto Sofia e di Alessio Pacelli, le tre saracinesce del Fiumicino che tanto fanno affannanre gli attaccanti avversari tutti i weekend difendendo i pali della juniores e talvolta della prima squadra. Il primo è giovanissimo, un classe 2003, ma la sua giovane età non va ad intaccare la sua esperienza che sembra consolidata da anni. Riflessi, fisicità, semplicemente talento puro, questo è Cammisa che piano piano sta scalando le gerarchie a discapito dei più grandi. Il secondo, Sofia, ha una tecnica da far invidia a tutti, affinata velocemente essendo un 2001. Pacelli poi, classe '99, nell'area di rigore è un vero leader, sembra infatti essere a casa lì e come ogni padrone di casa che si rispetti  detta le regole mantenendo un ordine a dir poco maniacale e infittendo così le maglie della difesa a tal punto che chiunque trova difficoltà ad entrarvi. I tre portieroni lidensi sono dunque una vera e propria rivelazione, ma fino ad un certo punto. Sì, perché nella realtà dei fatti dietro vi è un lavoro oculato, preciso e, soprattutto, che perdura nel tempo. Se è vero che "Roma non è stata costruita in un giorno" lo stesso possiamo dire di Cammisa, Sofia e Pacelli, che proprio come la Capitale sono stati curati giorno dopo giorno da chi poi agisce dietro le quinte per farli diventare sempre più forti. Il talento per avere dei frutti deve essere coltivato e ne sanno qualcosa Emiliano Napolitano e Alessandro Bordone, i due preparatori dei portieri del Fiumicino che lavorano a stretto contatto tutti i giorni con i promettenti estremi difensori rossoblù. Non potevamo dunque non sentirli per capire tutto ciò che c'è sotto la punta dell'iceberg, rappresentata dalle loro prestazioni maiuscole in partita. Per comprendere cioè tutto il duro lavoro svolto quotidianamente.

Emilio Napolitano: "La tecnica è tutto. Cammisa? Un ribelle talentuoso. Pacelli giovane, ma già maturo"

Emilio Napolitano

Napolitano non ha dubbi, per lui lavorare sui tecnicismi è fondamentale più del piano atletico, che comunque va curato attentamente: "Lavorare sulla tecnica è tutto"-ha detto-"bisogna curare molto i tuffi, le parate a mezz'aria, l'abbassarsi velocemente. Il tutto unitamente alla coordinazione. Un portiere prima di avere un gran fisico deve essere coordinato e tecnicamente perfetto, per questo mi ci soffermo molto. Spesso il lunedì lavoro anche sul fisico comunque, cercando di adattare l'allenamento in funzione del fisico del portiere. Se è mingherlino ad esempio cerco di soffermarmi sull'esplosività, se invece è più piazzato tendo a lavorare sulla rapidità di azione". Ha poi voluto parlare di Cammisa e Pacelli: "Cammisa è sicuramente un portiere di grande prospettiva. Ha un animo ribelle e ciò lo canalizza in campo risultando essere spesso il più coraggioso, qualità importante per un portiere. Pacelli è invece più quadrato, è il classico ragazzo che ragiona già come un adulto. In campo trasmette grande serenità e ordine come suo solito rivelandosi quindi un grande leader per il reparto difensivo". Ha quindi concluso: "Conoscere caratterialmente i ragazzi è importantissimo per il nostro mestiere. Conoscendo il loro carattere possiamo sapere su quale aspetto possiamo far leva e quale invece tralasciare. Ciò contribuisce a creare anche grande affiatamento tra noi preparatori e loro. La fiducia è essenziale per lavorare bene insieme".

Alessandro Bordone: "L'attenzione ai dettagli è ciò che fa la differenza. Sofia ha una tecnica impressionante"

Alessandro Bordone @FiumicinoCalcio

Bordone è solito lavorare su ciò che invece per tutti possono sembrare delle finezze, ma che per lui invece è essenziale. Il suo è un modus operandi che tocca il situazionale più che il generale come lui stesso afferma: "In allenamento provo sempre le varie situazioni che possono presentarsi in partita. Un 1vs1, una mischia, qualsiasi cosa. Mi piace dunque lavorare su questo più che sugli aspetti generali" Ha dunque parlato di Sofia e Molon, il portiere della Prima Squadra: "Sofia ha una tecnica sovraffina e può crescere ancora tantissimo. Pecca forse di continuità, ma sono sicuro che con il lavoro potrà arrivare anche quella. Può imparare tanto da Molon, classe 1988, che ha sicuramente una grande esperienza tra i pali. Arriva dove non tutti arriverebbero, su qualsiasi pallone, anche quando sembra non esserne in grado".

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE

Dalle altre sezioni