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l'intervista

Romulea, la strada di Feroce "Puntiamo sulle certezze"

Domani a Città Sant'Angelo amaranto oro in campo per l'andata dei quarti di finale della fase nazionale

24 Maggio 2019

Fabrizio Feroce ©De Cesaris

Fabrizio Feroce ©De Cesaris

Fabrizio Feroce ©De Cesaris

Altra giornata storica per la Romulea quella di domani che in giornata si è preparata alla sfida contro la Renato Curi nell'andata dei quarti di finale della fase nazionale. Fabrizio Feroce ha compiuto le sue scelte e lo intercettiamo durante la compiliazione della lista dei convocati per la trasferta in terra d'Abruzzo. Una sfida da non sbagliare per poter cercare di centrare la semifinale in casa con più comodità nel match di ritorno. La ricetta per provare a passare il turno del tecnico amaranto oro è molto semplice: ai suoi ragazzi chiede di fare ciò che sanno fare meglio, giocare a calcio. "Guardiamo avanti e non indietro. Perché arrivati a questo punto della stagione, sia per l'importanza del momento che per il periodo, ormai siamo quasi a giugno, credo che tutto quello che hai fatto in precedenza serva per proseguire. Adesso non possiamo mettere dentro altro di nuovo o di particolare, parlando sia dal punto di vista atletico sia dal punto di vista tattico. La testa adesso conta ancor di più rispetto ai mesi scorsi. E' un momento della stagione completamente diverso rispetto agli altri. E' diverso dai play off regionali che erano in gara unica, è diverso dal girone in cui ci siamo potuti permettere il pareggio nella sfida di Fucecchio ed è totalmente diverso dalle sfide di campionato. Sarà una sfida andata-ritorno e questo conta tantissimo nell'economia di un risultato che ci andremo a giocare. Punteremo quindi sulle nostre certezze, questo sarà importante sia per i ragazzi che per me. Ormai dopo tutti questi mesi di lavoro, il gruppo ha le sue e sono di ogni tipo e queste quando può mancare un po' di lucidità o un po' di forza fisica diventano fondamentali. Oltre a questo dovremo starci con la testa e far fruttare le nostre motivazioni, perché in una sfida di questo tipo ci sono tante difficoltà: l'avversario che non conosci, la trasferta. Bisogna quindi saper gestire le avversità attraverso le nostre certezze. Io sto cercando di capire meglio e il prima possibile tutte le dinamiche delle finali nazionali, perché anche per me sono una scoperta, per cui è facile che grandi squadre abbiano avuto campionati facili nelle loro regioni e quindi non sono abituati alla pressione di un incontro del genere. Noi conosciamo benissimo il cammino che abbiamo fatto per arrivare fin qui, in un campionato come quello del Lazio che facile non lo è mai. So che la Renato Curi arriverà alla sfida ricca di entusiasmo dopo le due grandi vittorie che hanno ottenuto contro Bojano ed Atletico Ascoli, ma anche noi abbiamo passato il turno e l'entusiasmo è lo stesso, anche se non abbiamo fatto percorso netto. Questo tipo di emozioni vanno comunque gestite prima, dopo e durante la gara, perché l'entusiasmo va bene fino ad un certo punto. Ogni match devi immediatemente resettare rispetto a quanto fatto, perché poi ci vuole pochissimo per sbagliare ed uscire fuori. Quindi noi dovremo essere attentissimi nel saper leggere ogni momento della sfida, anche in ragion del fatto che giocheremo su un campo in erba naturale, terreno sul quale non siamo abituati a giocare. Quindi, concentrazione e tensione al massimo, con la cura di ogni dettaglio. Ci stiamo giocando uno scudetto, siamo rimaste in otto: c'è poco altro da fare. Andremo lì per vincere". 

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