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La Voce Del Capitano: Monacu e quello scudetto sul petto

Il leader dello spogliatoio dei campioni d'Italia si racconta a tutto tondo

18 Ottobre 2019

Monacu in estasi dopo la vittoria con il Camaro nello scorso anno ©Lori

Monacu in estasi dopo la vittoria con il Camaro nello scorso anno ©Lori

Continua la rubrica dedicata alla voce carismatica del capitano. Ecco chi, questa settimana, ci farà entrare dentro agli spogliatoi per raccontarci a tutto tondo la sua squadra.

Monacu in estasi dopo la vittoria con il Camaro nello scorso anno ©Lori

Vincere è sempre bello, se poi ciò avviene con i tuoi compagni, davanti a tutta l'Italia e portando in alto i colori che ami, allora diventa fantastico. Ne sa qualcosa David Monacu, il capitano della Romulea, il quale lo scorso anno è stato tra i protagonisti della grande cavalcata degli amaranto oro su scala nazionale e che quest'anno è incaricato di guidare uno spogliatoio sotto i riflettori. Sì, sotto i riflettori di una Penisola che li sta a guardare ammirando quello scudetto cucito sul petto, che da una parte ti dà forza, ma che dall'altra potrebbe essere causa di pressione su uno spogliatoio che potrebbe soffrire la smania del ripetersi.  In questo deve essere bravo proprio lui, da capitano qual è, a far vivere questa stagione nel migliore dei modi ai compagni: "Dobbiamo metterci in testa che lo scorso anno ormai è acqua passata e focalizzarci quindi sul presente, che al momento è molto più importante. Pian piano lo stiamo capendo e la partita con l'Accademia ne è la dimostrazione. Abbiamo infatti dato il 100%, a differenza del primo tempo della sfida con il Tor Di Quinto, dove la pressione è stata evidente". Ha così esordito il terzino amaranto oro, che ha poi voluto ripercorrere le emozioni dello scudetto: "Ovviamente non lo dimenticherò mai, mi ha insegnato tanto il campionato passato, ma credo che ogni stagione possa darmi parecchio dal punto di vista della crescita personale. Io amo sempre guardare al futuro, volgendo uno sguardo al passato solo per imparare dagli errori, infatti, fa parte del mio carattere". Insomma, una personalità fuori dal comune per lui, che considera tale aspetto fondamentale per chi indossa la fascia al braccio: "Essere capitani significa per me avere grande personalità in campo ed essere un aggregatore fuori. Anche se tutto va male, il capitano deve stare lì, pronto a dare uno scossone ai compagni, senza mollare mai". Una fascia da capitano la sua molto sentita, visto che il legame con il club di San Giovanni sembra essere viscerale: "Vesto questa maglia da 10 anni e amo la Romulea. Per me è come una seconda casa. Qui poi ho vissuto tanti momenti belli, ma non è stato sempre rose e fiori. I primi anni sono stati difficoltosi, ma con il duro lavoro sono arrivato a migliorarmi sempre di più. Le difficoltà hanno temprato il mio carattere". Ha infine ringraziato: "Voglio ringraziare la Romulea per tutto quello che mi ha dato fin qui". 

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