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L'INTERVISTA

Stampone sull'impresa Tor Tre Teste: "La dedico a mio figlio"

Il tecnico del Fiumicino racconta come è nato il pareggio contro la capolista Tor Tre Teste

18 Novembre 2019

Stampone ©DelGobbo

Stampone ©DelGobbo

Stampone ©DelGobbo

Questo Fiumicino ha dimostrato di saper volare alto, anche quando le correnti da affrontare sembrano le più avverse per la navigazione aerea, o, forse, lo fanno addirittura meglio di quando il vento è calmo. Sì, perché gli aeroportuali questo sabato sono riusciti in quello in cui tutti, fin qui, avevano fallito: strappare dei punti alla corazzata di Via Candiani. Un pareggio dunque quello del Garbaglia che sa di impresa, anche se per Gianluca Stampone e i suoi quello di far male alle big sembra un vero e proprio vizio. Tornando indietro nel tempo è infatti ancora vivido il ricordo della vittoria di Via Farsalo ai danni della Romulea campione d'Italia, quella che fece gonfiare i petti d'orgoglio a tutti gli affezionati dei colori lidensi. La domanda dunque sorge spontanea: perché con le grandi il Fiumicino diventa così prorompente? A risponderci è Stampone stesso: "Dipende tutto dalla mentalità. Io ai ragazzi lo dico sempre, il dilettantismo è pura passione e ciò da noi si respira. Evidentemente quando affrontiamo squadre del genere i ragazzi si caricano a più non posso e questa passione esce fuori con grande intensità. Sono contento di avere dei ragazzi con questo carattere in squadra, anche se non vi nascondo che tale grinta dobbiamo esternarla sempre, in ogni occasione e ci stiamo lavorando. Forse un po' è mancata ad inizio stagione, ma dalla sconfitta contro il Pro Calcio Cecchina qualcosa è cambiato nella testa del gruppo. C'è una gran voglia di riscatto da parte di tutti. Diciamo che da lì l'unica partita che abbiamo sbagliato veramente è quella con la Fonte Meravigliosa, ma credo che le dimensioni del campo in quel match abbiano inciso. Per il resto i ragazzi hanno dato sempre tutto". Ha poi voluto descrivere la partta dell'impresa, quella contro la Tor Tre Teste: "Devo ringraziare tutta la squadra, perché di più non potevo chiedere. Noi siamo scesi in campo con la voglia di giocarla e senza chiuderci, affrontando gli avversari a viso aperto. Loro stranamente erano chiusi, sfruttando molto i lanci lunghi, probabilmente non sono abituati a giocare sul manto erboso e ciò li ha destabilizzati. Nota molto positiva per Cottini poi che ha fatto un lavoro enorme dietro la punta. Ha interpretato infatti la doppia fase, sia quella di non possesso che di possesso in modo magistrale, trovando addirittura il gol". Ha concluso poi con una dedica speciale: "Vorrei dedicare questo fantastico pareggio a mio figlio, che in questi giorni compierà i 5 mesi di vita. Lui è sempre nei miei pensieri e tutto ciò che faccio lo faccio pensando a lui".

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