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Caput Mundi, il commento di Sibilia, Malagò e Zarelli

Oggi nella sala d'onore del Coni la presentazione della 14^ edizione della kermesse di stampo internazionale, ecco quanto accaduto

19 Febbraio 2020

Uno scatto della cerimonia ©LND

Uno scatto della cerimonia ©LND

Uno scatto della cerimonia ©LND

Oggi nel salone d'onore del Coni è stata presentata la 14^ edizione del Torneo Roma Caput Mundi, iniziata lunedì e che terminerà venerdì con la finalissima all'Anco Marzio. Dopo due giornate in cui le 16 formazioni coinvolte tra club,  rappresentative e nazionali sia italiane che straniere si sono scontrate sui rettangoli verdi della provincia di Roma e Frosinone, i ragazzi e lo staff sono stati accolti dal Coni. A presentare la cerimonia il Presidente del Coni Giovanni Malagò, l Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia e il Presidente del CR Lazio Melchiorre Zarelli, che hanno tra l'altro reso omaggio Lendita Haxhitasim e Jill Morris, rispettivamente ambasciatrici di Kosovo e Regno Unito,Tzanetos Karantzis, consigliere dell’Ufficio commerciale ed economico dell’ambasciata greca, e Vladimir Sacagiu, incaricato d’Affari dell’ambasciata della Repubblica di Moldova, rappresentanti delle varie nazioni coinvolte in questo torneo. 

Malagò così ha esordito: "Al di là del fattore sportivo c’è tanto dentro un’esperienza così: l’amicizia, il confronto tra culture diverse e la scoperta di una città e un territorio che ci invidiano in tutto il mondo. Complimenti alla Lega Dilettanti per il lavoro che porta avanti da anni in questa direzione". Ha poi continuato Sibilia: "nvestire sui giovani è una priorità della LND e il torneo Roma Caput Mundi ne è una efficace dimostrazione. Il calcio, forse più di ogni altro sport, è universale e unisce, confronto tecnico e culturale sono due elementi vincenti per la crescita delle future generazioni di calciatori e calciatrici". Infine ha chiosato Zarelli: "La presenza delle alte cariche dello sport italiano e dei rappresentanti dei Paesi stranieri coinvolti è un premio per gli sforzi in questi 14 anni. I nostri obiettivi rimangono quelli di intensificare il legame col territorio e dare ai partecipanti un’occasione per mostrare le proprie qualità". 


Al termine dell'incontro i ragazzi sono andati poi a visitare lo Stadio Olimpico di Roma, accedendo anche a spogliatoi e campo di gioco. Tra dichiarazioni e visite speciali dunque, si racchiude quello che è il significato di questo torneo: l'incontro. L'incontro di più nazioni, di ragazzi che spesso sui campi sono avversari e che ora combattono affianco, l'incontro con lo scambio anche e soprattutto di culture ed esperienze. Veramente una kermesse formativa, che grida all'unità in un contesto calcistico spesso macchiato, purtroppo, da episodi di razzismo e di violenza. Ancora una volta è il calcio giovanile e dilettantistico ad indicare la retta via: quella dello sport come cornice in cui costruire un futuro migliore. 

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