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Snobbate l'U19? Forse non avete riflettuto abbastanza...

Denigrata dai genitori, presa con leggerezza da alcuni ragazzi. Questa categoria può dare tanto e a dircelo sono capitani e tecnici

15 Marzo 2020

Ticconi, uno dei bomber di stagione ©Torrisi

Ticconi, uno dei bomber di stagione ©Torrisi

Ticconi, uno dei bomber di stagione ©Torrisi

"Vabbè, ma i ragazzi stanno pensando ad altro", "Ma che ti importa, tanto è la Juniores", "Dove vuoi che arrivino se a 18 anni stanno ancora qui". Quante volte abbiamo sentito in giro per i centri sportivi del Lazio questi stereotipi, magari pronunciati distrattamente davanti ad un caffè mentre i ragazzi con il borsone sfilano vicini ascoltando tutto? Tante, forse troppe e questi sono solo alcuni dei cliché più insensati che si possano trovare quando si parla di Under 19. Insensati, sì, perché c'è chi a questa categoria ci tiene eccome, dalle società, ai mister e allo staff, che fanno sacrifici per portare avanti un gruppo di ragazzi spesso appassionati quanto talvolta incompresi.  Ma d'altronde si sa, questi sono solo dei futili stereotipi e, come tali, derivano solamente da chi nella realtà dei fatti non si è fermato poi più di tanto a riflettere su ciò che realmente esce dalla prorpia bocca. Forse per mancanza di tempo, per la frenesia che attanaglia le nostre vite di tutti i giorni. Ebbene, in un periodo drammatico come questo, dove tutti siamo fermi per battere insieme un nemico chiamato Coronavirus, che fa della nostra frenesia una debolezza, noi di Gazzetta Regionale e amanti del calcio abbiamo voluto trovare del buono nella nostra sosta, cercando di sfruttare il tempo libero a disposizione ragionando sul reale valore delle cose, anche sulla ormai ex Juniores. Riflettendo e meditando, effettivamente, si possono capire tante cose su questa categoria. In primis pensateci, voi che etichettate questi ragazzi come "giocatori finiti": l'Under 19 è l'ultimo step delle giovanili, quello che effettivamente poi ti proietta in prima squadra. Non è vero che ormai arrivati qui non ce la si può fare, chiedetelo a Marco Materazzi, che ha concluso la sua parentesi nel dilettantismo giocando nella Juniores del Tor Di Quinto nel 1993, ovvero 13 anni prima di diventare campione del mondo. Ma no, illudere i ragazzi  non è giusto. 1 su 10.000 ce la fa infatti, ma va considerato che per gli altri 9.999 questa categoria riserva qualcosa di prezioso, molto più prezioso dell'oro: una scuola di vita. L'Under 19 ricopre infatti una fascia di età molto particolare non solo calcisticamente, ma proprio umanamente. Tutti sappiamo quanto i 18 e i 19 anni siano formativi nella vita di ognuno, poiché sono un periodo di passaggio dall'adolescenza all'essere adulti, ebbene, il calcio in questi due anni può dare veramente tanto a livello umano, talvolta indicando la dritta via in un momento in cui perdersi è semplice, parliamo della via dell'incontro, della resilienza, dei giusti valori morali. Comprenderlo è giusto per formare il futuro della società, ovvero i nostri ragazzi, che dallo sport e quindi anche dal calcio possono prendere molti spunti per diventare persone e cittadini migliori. Allora snobbare l'Under 19 significa snobbare il futuro, il che, forse, non è proprio del tutto intelligente...

Ancora non ne siete del tutto convinti? Sentiamo cosa hanno da dire a riguardo capitani e altri addetti ai lavori delle società di Elite in questo momento di pausa e riflessione allora.

*Le dichiarazioni della Lodigiani saranno inserite prossimamente


Marco Ippoliti (Tecnico Rappresentativa Cr Lazio)

Il calcio è una scuola di vita e l'Under 19 serve a formare i futuri uomini, ora ancora giovani, ma in un'età di passaggio e quindi cruciale. Snobbarla significa snobbare il futuro, visto che il calcio può insegnare tanto a livello personale e umano. Pensate ad una kermesse come il Caput Mundi: ci siamo incontrati con ragazzi di altre nazioni, facendo uno scambio culturale, mangiando insieme, vivendo il calcio per quello che deve essere. Basta con questa storia dei professionisti, i ragazzi non vanno illusi. Prendiamo piuttosto ciò che veramente può darci questo sport, ovvero delle caratteristiche fondamentali per vivere al meglio. I talenti comunque ci sono, sia in Elite, che nei Regionali, ovviamente, ma ciò che più mi preme è far riflettere tutti sui valori umani del pallone. Sfruttiamo questa pausa per riprenderceli e riportarli sul rettangolo verde.


Gabriele Fasolo (Capitano Vigor Perconti)

Inizialmente screditavo anche io questa categoria, come tanti. Trovandomici dentro però ho capito che non è giusto: nel primo anno giochi infatti con compagni più grandi di te, che quindi hanno più esperienza e che possono fare bene alla crescita. Nell'anno successivo sei tu che devi dare consigli e ciò ti responzabilizza. Ho visto poi personalmente molti ragazzi transitare dall'Under 19 prima di andare nei professionisti, quindi le opportunità ci sono. Speriamo di tornare tutti insieme sul campo al più presto, così da poter fare ciò che più amiamo e che ci accomuna.


Valerio Condrò (Capitano Savio)

Questo campionato è uno dei più divertenti e giocandoci personalmente posso dire che non è da snobbare anche perché il livello è molto alto, essendo anche quello più vicino a quelli dilettantistici. Essendo al primo anno poi devo dire che è la prima volta che gioco con giocatori più grandi e ciò mi sta formando mentalmente e fisicamente. Credo che questo sia molto utile anche nell'ottica di entrare nel professionismo, visto che ti forma facendoti affrontare molte difficoltà. 


Ivano Gingillo (Attaccante Campus Eur)

Questa è una categoria di spessore, dove ci si può mettere in mostra per un futuro essendo una vetrina molto importante, con squadre che hanno fatto la storia del calcio laziale. Bisogna mettere in campo il massimo dell'impegno per raggiungere obiettivi importanti per noi e per la squadra, come i playoff. Non vedo l'oradi tornare in campo al più presto.


Andrea Tozzi (Capitano Audace)

Io ho giocato in questa categoria sia nei Regionali che in Elite e posso dirvi che questa categoria è importantissima se si vuole puntare alle prime squadre. Certo, forse le società dovrebbero dare maggior spazio ai talenti formati in casa facendogli fare più minuti in Eccellenza o Promozione che sia, ma in ogni caso è importante capire che snobbare la Juniores non ha senso, poiché i giovani calciatori di oggi sono i grandi giocatori di domani.


Edoardo Pulsinelli (Capitano Tor Sapienza)

L'Under 19 è la categoria più divertente delle giovanili, poiché dentro ci si possono trovare ben 3 fasce di età.Per noi è un momento di confronto e di crescita sviluppata anche con giocatori più grandi, il che è preparatorio in vista delle prime squadre.


Damiano Gjeka (Capitano Certosa)

Mi sto divertendo tantissimo in Under 19 e spero di tornare sul rettangolo verde al più presto. Questa categoria, infatti, ha grande intensità e buon ritmo, inoltre dà spazio per formarci in vista della Prima Squadra.


Matteo Luciani (Capitano Città Di Ciampino)

In questa categoria si trovano giocatori e squadre di altissimo livello, non capisco perché venga bistrattata da tutti. L'Under 19 ci forma e ci migliora, preparandoci per il salto di qualità nei prof o nelle Prime Squadre. Invito a chi parla male della categoria di venire a vedere le partite, poiché sono molto belle e mai scontatedal momento che ogni squadra può vincere o perdere con chiunque. 


Gianluca Alicandri (Capitano Atletico Torrenova)

Questa categoria passa in secondo piano spesso perché si pensa che i giocatori che ne fanno parte non siano pronti tecnicamente, tatticamente e mentalmente. Per contro posso dirvi che ciò è un errore, perché siamo a tutti gli effetti dei calciatori, e degli atleti che danno sempre il massimo provando a migliorare. Siamo in un'era particolare ed è vero che l'Under 19 sia un bivio in cui ognuno di noi decide se continuare o smette di giocare, ma sminuirla non ha senso dal momento in cui si trovano ancora tanti ragazzi che hanno talento che hanno bisogno di stimoli per coltivarlo. 


Emanuele Cipriani (Capitano Boreale Don Orione)

La Juniores è un ponte di cambiamento, è il culmine di un percorso agonistico iniziato con le scuole calcio. Un passo importante per tutti i sacrifici fatti da piccolo che porterai sempre dentro di te e che aiuteranno la tua formazione nel mondo dei grandi. Rispetto alle categorie precedenti poi il divario fisico e tecnico si riduce, mentre rispetto ai dilettanti ha il vantaggio di essere l'ultimo anno di confronto con i tuoi coetanei.


Federico Ceti (Capitano Virtus Faiti)

Questa è una grande categoria, con gente validissima e  non capisco perché venga insultata. Può essere un grande trampolino di lancio per ragazzi che vogliono continuare in questo splendido sport (conosco molti ragazzi che giocano a livelli abbastanza alti facendo prima un campionato di Elite). Quest'anno vorrei dare il massimo per salvare la società.


Luca Cerasuolo (Capitano Insieme Ausonia)

In questo campionato si vedono ragazzi molto validi e particolarmente dotati tecnicamente. Averli come rivali e giocarci insieme mi sta facendo del bene a livello formativo. Ti insegna molto anche sul piano mentale, il che è fondamentale in vista della Prima Squadra.


Matteo Luciani (Capitano Pro Roma)

Trovo checi sia molto agonismo ed altrettanta intensità. Preparare le partite poi è anche molto bello, poiché si lavora molto sulla chiave tattica, il che per me che sono un difensore, può solo che far piacere. 


Matteo D'Agnese (Capitano Itri)

Questa categoria mi sta dando tanto da un punto di vista umano. Pensate che 2 anni fa con l'Itri eravamo in una situazionedisperata ad 8 giornate dalla fine. Ebbene, ne abbiamo vinte 7, pareggiata una e poi abbiamo vinto i playout salvandoci. Oltre alla grande emozione che mi ha dato quell'episodio, mi ha insiegnato che non bisogna mai mollare e ciò me lo porterò sempre con me. 


Stefano Quadara (Capitano Virtus Nettuno)

Questo campionato è molto formativo soprattutto in vista delle prime squadre, basti pensare a molti giovani di lega...Ciò è quindi ottimo per far vedere a tutti quanto vale un giocatore, soprattutto se lo si affronta da protagonista.


Andrea Cancelli (Capitano Sora)

Questo è un campionato bello poiché ti dà la prospettive per la prima squadra. Ciò è molto importante e non è da sottovalutare. Non solo, può darti molte soddisfazioni nel momento in cui giochi, ti diverti e raggiungi i tuoi obiettivi. Personalmente vorrei la salvezza e farò di tutto per raggiungerla insieme alla mia squadra che non smette mai di lottare. 


Damiano Buffa (Allenatore Tor Tre Teste)

Se vieni scelto in Under 19, vieni scelto per le tue reali doti calcistiche e quindi vieni scelto per davvero, non solo in prospettiva come può accadere nei giovanissimi. Non solo, in un'et particolare come i 18 anni può ancora insegnare ai ragazzi tante cose come lo stare insieme. Spero che lo stop dei campionati ce lo faccia comprendere. 


Piergiovanni Celesti (Capitano Tor Di Quinto)

Questa è certamente una categoria dove ci si può divertire eccome e per quanto mi riguarda credo che sia la cosa più importante sia dal punto di vista di chi guarda, sia di chi gioca. In questa categoria si può poi vedere chiaramente la chiave tattica e il livello è molto elevatovisto che le squadre sono molto organizzate.


William Danesi (Capitano Sporting Tanas)

Il campionato è molto equilibrato e ci sono squadre molto valide, quindi credo che ciò sia altamente formativo per noi ragazzi. Spero vivamente di poter vivere le emozioni delle finali, sarebbe un sogno.


Alessandro Ticconi (Capitano Atletico 2000)

Questa categoria per me è una delle migliori per il giocatore. Il passaggio dagli allievi alla Huniores ti fa diventare uomo infatti, preparandoti per il futuro calcistico facendoti le ossa e capire se continuare o meno. Molti smettono perché pensano che sia finito il sogno di sfondare, quando non è per niente così: ci si possono togliere grandi soddisfazioni anche nonandando in Serie A!


David Monacu (Capitano Romulea)

Posso dire che l'Under 19, avendoci giocato per due anni ed essendomi confrontato con realtàdi tutta la penisola, sia una categoria più che valida per mettersi in mostra. Questo perché quasituttee le squadre in questa categroia sono molto competitive dato che quasi tutti i giocatori sono molto bravi. Ogni anno ci sono delle sorprese e il campionato è molto livellato  e questo avviene perché un ragazzo di 18/19 anni può essere influenzato da molti più fattori rispetto ad uno di 15. L'intensità di gioco è poi diversa, ci sono giocatori che magari in Under 17 faticavano e che qui si trovano alla grande. 


Lorenzo Zappalà (Capitano Urbetevere)

Questa categoria ti forma a livello mentale e tecnico. Dare sempre il massimo è importante poiché ogni partita è molto complicata e le si vincono tutte insieme. Più che in altre categorie qui si impara quindi a fare gruppo.


Patrik Ndoj (Capitano Accademia Calcio Roma)

Nonostante il livello forsesia calato un po', devo dire che il campionato in questa categoria è sempre aperto, basta pensare al fatto che nel nostro girone stiamo lottando in 6/7 per i playoff. Inoltre ci sono tanti ragazzi che da questa categoria sono passati ai prof o in Serie D e in Eccellenza e ciò è molto stimolante. 


Luigi Micciché (Capitano Atletico Vescovio)

Il campionato è spettacolare: tutte le squadre sono forti, ccompetitive, solide in ogni reparto, costruite per mettere in difficoltà l'avversario sotto ogni punto di vista, sia tecnico-tattico che fisico. I ritmi sono altissimi. L'intensità di gioco deve mantenersi sempre elevata e l'applicazione mentale non può mai mancare per tutti e 90 i minuti, proprio perché qualità tecnica e fame di risultati appartengono ad ogni singola squadra.


Andrea Miranda (Capitano Fonte Meravigliosa) + considerazioni della sua squadra

Sì, è una categoria di passaggio per la prima squadra e arriva al termine di un percorso lungo e faticoso. Io ho avuto la fortuna di intraprenderla in una società seria e ben attrezzata. Non penso che questo campionato debba essere denigrato, poiché è duro. Per me specialmente il secondo anno è stato molto tosto, basta pensare al fatto che ancora è tutto in ballo, dai playoff ai playout. Il primo anno poi è stato bellissimo, anche perché era il primo in Elite per la Fonte, che nonostante ciò mi ha concesso molto di sbagliare imparando dai miei errori. In Under 19 è importante metterci il massimo dell'impegno, poiché è fondamentale in ogni categoria, anche in questa.


-Considerazioni della squadra: Questa è l'ultima possibilità di poter dimostrare chi sei e lo fai da persona matura, portandoti dentro tutte le esperienze pregresse belle o brutte che siano, cercando di dare il massimo per raggiungere la Prima Squadra. Magari in un campionato come quello dei Giovanissimi si può essere bravi, ma con la mentalità non adeguata, mentre qui oltre alla qualità si ha anche una maggiore maturità. 


Gabriele Lupi (Capitano Montefiascone)

Questa è la categoria più difficile e impegnativa per quanto riguarda il settore giovanile. Qui ci sono molte ottime squadre e allenatori di livello. I calciatori spesso poi vengono confermati dalle società nelle Prime Squadre e ciò è un incentivo a continuare. I ritmi sono intensi, vanno tutti al massimo e non vedo l'ora di tornare in campo.


Luca Bartucca (Capitano Villalba Ocres Moca)

La Juniores è molto importante poiché è l'ultimo step che ci divide dalla prima squadra. Questa è poi una categoria strana e da essa capisci cosa vuoi fare da grande, se continuare a correre dietro ad un pallone oppure lasciare stare e vivere senza calcio. 


Marco Lucantoni (Capitano Settebagni)

L'Under 19 è poco considerata. Il sabato a mio parere abbiamo un bel riscontro da parte del pubblico, forse un po' meno da parte dei giornali. Si parla molto poco di noi e ci sono molti giocatori e mister forti che meriterebbero più considerazione, ma che giocando in questa categoria hanno poca visibilità. Possiamo fare in modo che si cambi tendenza di pensiero?


Mattia Cianci (Capitano Astrea)

Juniores e in particolare Juniores Elite sono campionati molto validi. La ritengo una categoria importante poiché è l'ultima del settore giovanile e quindi è quella che ti permette di entrare a far parte di una Prima Squadra, preparando i ragazzi a questo salto. Spesso infatti, soprattutto nella mia società, i ragazzi vengono aggregati all'Eccellenza e ciò è molto formativo.


Gianluca Stampone (Allenatore Fiumicino)

A volte questa categoria viene presa sotto gamba dai ragazzi. Forse qualche anno fa c'era più aspirazione, ora si è un po' perso questo spirito di sacrificio. Dobbiamo sfruttare questo periodo per riflettere sulle nostre mancanze e tornare in campo con le giuste motivazioni e con gli atteggiamenti corretti.


Leonardo Spinetti (Capitano Pro Calcio Cecchina)

Questi anni per noi sono un po' un limbo tra le giovanili e i dilettanti. Quello che vedo è che i ragazzi non sono svogliati, anzi, in molti intravedono le possibilità di poter arrivare nelle Prime Squadre. Abbiamo bisogno di stimoli, quindi denigrare il nostro lavoro è futile. 


Francesco Savelloni (Capitano Almas Roma)

La Juniores è fondamentale per me poiché è una categoria da non sottovalutare essendo l'ultimo passo prima di raggiungere livelli alti. Giocando qui si ha un approccio diverso, poiché si comincia a giocare con ragazzi più grandi e ci sono preparazioni e allenamenti più intensi. Impegnarsi è importante per affrontare al meglio la categoria dimostrando il proprio valore.



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