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C'era una volta: storico TdQ, Testa e il biennio tricolore

Il 14 giugno 2009 i rossoblù di via del Baiardo festeggiano il 4° scudetto Juniores: erano solo le basi di una fantastica doppietta

30 Marzo 2020

Da sinistra Pischedda, Cruz, Commini, Ciavarro e Andreani: due volte campioni d'Italia © Lori

Da sinistra Pischedda, Cruz, Commini, Ciavarro e Andreani: due volte campioni d'Italia © Lori

Da sinistra Pischedda, Cruz, Commini, Ciavarro e Andreani: due volte campioni d'Italia © Lori

Tor di Quinto campione d’Italia per la quarta volta nella Juniores! È il 14 giugno 2009, sul terreno di gioco della Borghesiana i rossoblù hanno appena sconfitto il Pietrasanta Marina, squadra campione regionale della Toscana. Doppietta di bomber Del Vecchio su assist di De Rossi e Pischedda, inutile nel finale il gol del fuori quota lucchese Lazzareschi. Festa in campo, festa negli spogliatoi. I sorrisi sui volti di Massimo Testa e Giampiero Guarracino sono un mix di gioia e soddisfazione, ma i loro occhi lasciano trasparire qualcosa di sospetto. Loro già lo sanno, chi li conosce bene se ne accorge pochi istanti dopo il triplice fischio finale, qualcun altro dovrà aspettare dodici mesi per capire. Quella formazione è proiettata verso la conquista del quinto tricolore, il secondo di fila: presidentissimo e direttore sportivo lo stanno già pregustando. La carta di identità parla chiaro, di quel gruppo fenomenale ben otto undicesimi della formazioTdQ Campione d'Italia 2009 © Lorine iniziale sono classe ’91, pronti a tornare in campo pochi mesi dopo per difendere lo scudetto appena cucito sulle magliette. Rossetti, Andreani, Kunin, Poggi, Pisapia, Cruz, De Rossi, Commini, Del Vecchio, Ciavarro, Pischedda, così recita l’undici di partenza schierato da Paolo Testa. Ad eccezione dei due ’90, Pisapia e Del Vecchio, e di capitan Poggi, unico ’89 in campo tra i romani, tutti gli altri restano a disposizione dell’indimenticato tecnico rossoblù. Gli altri saranno sostituiti dai '92 Loreti, Frasca e Marioni (mica male), in porta De Simone prenderà il posto del suo predecessore, che cambierà casacca. Un’armata formata da Campioni d’Italia, pronta a restare sul tetto del Belpaese senza se e senza ma. Ma anche una splendida storia di amicizia, di bambini diventati adulti insieme, giorno dopo giorno e che nel Lazio hanno trionfato anche con Giovanissimi e Allievi. Il dominio stagionale è schiacciante, impressionante: lo 0-2 in casa del Fidene ottenuto senza nessuna difficoltà alla prima uscita, è già una conferma e Settembre è appena iniziato. La qualificazione per le fasi finali arriverà con sette giornate d’anticipo, la semifinale di ritorno vinta 4-1 contro il Futbolclub (1-1 nel match di andata con Cruz e compagni che chiudono in 9 per i rossi a Ciavarro e Pischedda) resterà nella storia. La finalissima, quella bis dopo l’interruzione di Marino, viene vinta contro una splendida Vigor Perconti all’Anco Marzio di Ostia con i gol di Frasca e De Rossi. La sensazione di trovarsi di fronte alla squadra più dominante degli ultimi anni viene confermata durante le fasi nazionali. Sulle note di Waka-Waka di Shaquira, inno dei Mondiali 2010, il Tor di Quinto liquida i rivali con una facilità impressionante guidato dal suo mitico condottiero in panchina, che non ne sbaglia una. Ottavi e quarti di andata rendono vani i match di ritorno. I sardi del Castel Sant’Elia cadono 3-0 al Testa, gli abruzzesi del Flacco Pescara travolti in casa 0-5 e a campi invertiti l’epilogo sarà lo stesso. Massimo e Paolo Testa: un abbraccio diventato leggenda © LoriAnche in semifinale nessun problema: lo spauracchio campano - il Quarto l’anno prima era stato davvero ostacolo durissimo da sbattere fuori - si chiama Arzanese, ma non c’è storia. Al Testa termina 2-0, al ritorno dopo mezz’ora il tabellone nello stadio casertano recita 0-3 (finirà 1-4). La finale di Casal Del Marmo con il Brixen finisce 1-0 - rete di capitan Pischedda ed esultanza indimenticabile con l’abbraccio a Paolo Testa - ma è solo un caso, il divario in campo è senza dubbio più ampio del gol di scarto. Non c’è partita, non ce ne sono mai state durante fase nazionale: 7 vittorie su 7 partite, 21 gol fatti e 3 subiti, tutti quando i match erano ampiamente chiusi. Quella squadra aveva già vinto lo scudetto 2010 un anno prima, alla Borghesiana. Quel gruppo di amici era già pronto a riscrivere la storia. Perché dopo il Pietrasanta qualcuno stava già festeggiando il bis, bastava leggere bene negli occhi di Massimo Testa e Giampiero Guarracino.

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