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La rubrica

La Voce del capitano, Miranda e la sua Fonte Meravigliosa

Questa settimana abbiamo conosciuto il leader del team capitolino: emozioni, quelle sul campo, che non vede l'ora di rivivere

13 Aprile 2020

Andrea Miranda

Andrea Miranda

  • Andrea MirandaUn campionato dai due volti quello del Fonte Meravigliosa fino allo stop: dopo un buon inizio, la squadra non è riuscita a mantenere lo stesso standard con il passare dei mesi. Sono comunque tante le belle immagini e i momenti importanti di quest'anno, come ci racconta Andrea Miranda, difensore centrale e leader del team: nuovo protagonista della nostra rubrica "La Voce del capitano". "La nostra stagione è partita benissimo. Siamo stati intorno alla zona playoff per tutto il girone di andata: questo ci ha dato tanta consapevolezza e voglia, poi purtroppo le cose sono andate male per varie motivazioni. Abbiamo peccato di esperienza, venendo meno come continuità in alcune fasi, sicuramente avremmo potuto fare di meglio in diverse circostanze. Un nostro punto di forza? Tatticamente in questa stagione abbiamo saputo proporre secondo me un ottimo pressing alto che, quando fatto bene, mette in difficoltà davvero chiunque. Ma abbiamo ben sfruttato anche le palle inattive, che sono la specialità del nostro mister". Restano tanti bei ricordi di quanto fatto fino all'interruzione: "Quello personale e anche di squadra più bello è legato sicuramente alla settimana che ha portato alla partita con l'imbattuta Tor Tre Teste. Oltre ad andare verso una gara con un avversario fortissimo, noi venivamo da un periodo negativo con tante defezioni, eppure, abbiamo fatto una grande partita e io sono riuscito a segnare il goal del 2-2 su una palla inattiva nel finale di gara. Ma la cosa che più mi resta nel cuore è stata il vedere quel giorno i miei compagni insoddisfatti di un risultato che sulla carta era invece ottimo. In quel momento ho sentito la forte sensazione che avremmo potuto dire la nostra per i playoff. E poi ricordo bene i confronti, uno in particolare avuto nello spogliatoio durante un periodo difficile, che ci servì tantissimo per rimetterci in piedi. In quelle situazioni è stata molto importante a mio avviso la figura del nostro preparatore Corsi che, prima di essere un grandissimo professionista, è una fantastica persona con cui ci si può parlare di tutto". Andrea è il capitano del Fonte Meravigliosa. E riguardo la fascia al braccio lui la pensa così: "Per me la fascia è un motivo di orgoglio enorme. Portarla per più anni con la maglia che amo e che indosso da sempre è una grande responsabilità: faccio sempre del mio meglio per trasmettere i valori miei e della società a tutti i miei compagni, nuovi e vecchi che siano. La fascia mi ha responsabilizzato, mi ha fatto diventare più forte mentalmente e portandola per diversi anni mi ha fatto capire quanto valga soprattutto fuori dal campo, dove è importante che un capitano sappia parlare e far sentire tutti a proprio agio. A tal proposito mi ricordo come fosse ieri, per esempio, un ritiro estivo in Toscana: il mister mise me e il vice capitano - mio grande amico - in stanza con due dei ragazzi piuttosto timidi. Uno di questi due, con il passare del tempo, è diventato un mio grandissimo amico soprattutto fuori dal campo: questo per dire quanto la responsabilità di far inserire tutti nel gruppo mi abbia ripagato anche al di là del calcio giocato. Non mi scorderò mai la prima volta in cui mi hanno annunciato di essere il capitano: rimasi scioccato, era prima di una amichevole e sentii subito l’importanza di quella nomina, tant'è che giocai con la fascia al braccio, anche se non era necessario. Penso che una cosa importante per un capitano sia lo spogliatoio: gestirlo, sentirlo come proprio, farne capire l'importanza agli altri. Il mio io lo curo e lo vedo come se fosse casa mia e mi impegno affinché tutti i miei compagni lo vedano allo stesso modo". Campo, compagni, partite, spogliatoio: tutte cose che purtroppo Andrea Miranda non vede da un po', come tanti suoi coetanei. "È dura per tutti. Questa è la realtà e la dobbiamo affrontare, in attesa che le cose migliorino restando tutti a casa. Fortunatamente noi del Fonte Meravigliosa abbiamo un preparatore atletico stupendo che è sempre in contatto con noi: grazie agli esercizi che ci dà da fare a casa non solo possiamo mantenere un minimo la condizione fisica, ma possiamo anche staccare un po' la testa dalla sensazione di stare in gabbia”. In conclusione, Andrea vuole rivolgere un pensiero per la sua società: “Un mio ringraziamento va al presidente e a tutte le persone che lavorano al centro sportivo, dal custode ai ragazzi del bar, con cui c'è un rapporto fantastico e sincero. Un ringraziamento speciale va al direttore Riccardo Neri, che mi ha dato l’opportunità di rimanere al Fonte per così tanti anni e di indossare quella fascia per me importantissima. È lui ad aver visto un leader in me. Penso al primo anno, per esempio, non vidi il campo per tutto il girone di andata, ma lui ha sempre creduto in me più di quanto lo facessi io. Potrei raccontare mille avventure davvero... ora con lui coltivo un grandissimo rapporto, ci parlo veramente di tutto: è come un fratello più grande e voglio ringraziarlo per tutto”.
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