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l'intervista

Berardelli: "Sogno di fare il grande salto. Il Tor di Quinto è una famiglia"

Il talentuoso esterno offensivo 2001 si racconta: dal legame con il club di via del Baiardo, alle sue ambizioni

26 Giugno 2020

Alessandro Berardelli con la maglia del Tor di Quinto ©Domenico Cippitelli

Alessandro Berardelli con la maglia del Tor di Quinto ©Domenico Cippitelli

Tecnica, velocità, fiuto del gol, personalità. Ma soprattutto un’enorme passione e quei sogni sempre vivi che la alimentano incessantemente. Alessandro Berardelli ha dimostrato negli anni di essere uno dei prospetti più interessanti del panorama calcistico giovanile del Lazio: nelle ultime stagioni, soprattutto, ha brillato in casa Tor di Quinto per rendimento e costanza, maturando sempre di più sotto diversi punti di vista. Un legame forte quello tra lo storico club di via del Baiardo e l’esterno offensivo classe 2001, che adesso, a 18 anni appena compiuti, corre con la mente oltre che sul campo, sperando di meritarsi un’occasione in un contesto diverso dalle anse del Tevere, tra i prof o tra i più grandi. Pur ribadendo con chiarezza il suo inalterato attaccamento alla società del presidente Testa.


Alessandro Berardelli con la maglia del Tor di Quinto ©Domenico Cippitelli


"Il Tor di Quinto è come una famiglia per me. Sono arrivato qui da piccolo, l’anno dei Giovanissimi, dopo aver iniziato alla Petriana e dopo aver fatto i Giovanissimi Fascia B all’Urbetevere, dove non giocavo molto - esordisce - Inizialmente non mi aspettavo di esser considerato tanto, ma il Tor di Quinto ha creduto in me sin da subito, facendomi crescere tantissimo, impiegandomi anche sotto età". Tempo di adattarsi ai doveri che comporta il modulo 3-5-2, una novità per Alessandro, e poi sono iniziati ad arrivare i gol. Un crescendo: "Ne ho fatti poco meno di 10 sia al primo anno che al secondo negli Allievi Fascia B, dopodiché ho iniziato a rendere al massimo in Under 17, due anni fa, segnandone 25 in campionato e dando il mio contributo regolarmente anche nella fase nazionale Under 19, quando purtroppo abbiamo perso lo Scudetto in Finale. Poi l’annata scorsa 19 reti al primo anno di Under 19 ed in questo ero arrivato a quota 16, prima dello stop". Il segreto dell’esplosione di Berardelli? "Quando ero ancora più giovane ero un po’ casinista, il club mi ha rimesso in riga. Al Tor di Quinto mi hanno trattato benissimo, insegnandomi ad essere più disciplinato, più concreto sotto porta, più lucido nell’analizzare la partita - racconta - Gli sarò sempre grato, grazie a loro sono migliorato su diversi aspetti, da quello tecnico-tattico a quello mentale. Anche Mister Marra mi ha preso sotto la sua ala e mi ha dato moltissimi consigli. Ho imparato che per emergere un giocatore deve fare davvero la differenza: essere un trascinatore sul campo, un leader nello spogliatoio, dimostrare continuità negli anni". Ecco, la famosa mentalità ‘made in TdQ’, la quale ora Alessandro vorrebbe sfruttare per una nuova avventura: "Penso di esser maturato molto e mi piacerebbe fare una nuova esperienza, mettermi in gioco in un contesto professionistico o di prime squadre. Ho fatto diversi provini nelle ultime stagioni: Ascoli, Teramo, Pianese, facendo anche tutto il ritiro pre-campionato in D con il Campobasso quest’anno, esperienze uniche dove pensavo di aver dimostrato il mio valore, anche se poi non si è concretizzato nulla - conclude il talento rossoblù - Non mi considero un fenomeno e non pretendo certo la Serie A, ma mi piacerebbe davvero tanto provare una Primavera oppure una Serie D o magari qualcosina di più, anche all’estero. Sono un ragazzo con i suoi sogni, come tanti, consapevole di aver fatto bene in questi anni nelle Giovanili Elite e desideroso di vedere se in grado di ripetersi in un altro contesto. Ma se non si dovesse presentare nessun’opportunità, sono felice di continuare a dare il mio contributo per il Tor di Quinto che, ripeto, per me è come una famiglia".

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