Cerca

Nazionali

Montespaccato, Feroce: "Così inizia la mia nuova avventura"

Il tecnico campione di Italia con la Romulea si prepara per abbracciare il suo nuovo incarico a via Stefano Vaj

05 Agosto 2020

Feroce e Monnanni

Feroce e Monnanni

Feroce e Monnanni

Fabrizio Feroce e il Montespaccato insieme. No, non siamo nel 2020, in piena estate. Ci troviamo nel 2015, precisamente agli inizi di settembre. C'è lo stesso caldo, lo stesso campo e a via Stefano Vaj sta per arrivare l'annuncio che il tecnico (a quei tempi ex Pro Roma) avrebbe firmato per i biancoblù entro brevissimo. Categoria? Neanche a dirlo, Juniores Elite. Sembra tutto fatto ma in realtà salterà l'accordo. Feroce purtroppo viene colpito da gravissimi problemi familiari e non se ne fa nulla. Passano gli anni, le estati, il club viene travolto dalle vicende giudiziarie del clan Gambacurta, il campo confiscato e assegnato all'Asilo Savoia. Il resto è storia e il club vola in Serie D. Passa il tempo dunque e cinque stagioni dopo Massimiliano Monnanni vuole chiudere quel cerchio e fa la sua scelta: Fabrizio Feroce deve guidare l'U19 Nazionali. E così sarà. Il tecnico campione d'Italia con Romulea è il nuovo allenatore del Montespaccato Savoia


Fabrizio, ma tu ci credi nel destino?

(ride, ndr) “Non saprei. Me la pongo spesso questa domanda ma non riesco mai a trovare una risposta. Nel 2015 mi sarebbe piaciuto tantissimo allenare quel gruppo, ma fui colpito da gravi problemi personali e non se ne fece più nulla. Qualcuno disse che questa fu solo una scusante, ma non è così. Io non mi nascondo mai, non invento scuse per lasciare una società”.


Stavolta però è diverso. Oggi andare al Monte Savoia non significa soltanto allenare un gruppo di ragazzi, ma sposare a 360° il progetto e la mentalità di Monnanni. Dentro e fuori dal campo.

“Hai centrato in pieno il discorso. Il presidente lo ha ribadito anche nei giorni scorsi che essere qui significa abbracciare una causa a 360° dentro e fuori dal campo. Non si tratta solo di campionato o dei tre punti. Il presidente punta molto sulla Juniores anche in termini di appartenenza al territorio, al quartiere. Sono queste cose che mi hanno convinto a venire qui, la scelta è stata ancor più facile”.


Che impressione ti ha fatto Massimiliano Monnanni?

“Lo conoscevo già dai tempi della Romulea e lo stimo molto. Parliamo di una persona piena di voglia, di motivazione. Il presidente riesce a coinvolgerti in qualsiasi iniziativa, te la spiega, non gira intorno alle cose. E ti dico la verità: mi ha fortemente voluto al Montespaccato. Questa è una cosa che ho percepito che mi ha riempito di orgoglio”.


Ti tuffi di nuovo nel settore giovanile, sempre nell'Under 19, ma stavolta giocherai nei Nazionali. Una categoria diversa dall'Elite.

“Ho già allenato in questo campionato e non voglio essere ipocrita dicendo che sia più importante dell'Elite. È un dato di fatto però che negli ultimi anni il livello dei Nazionali si sia leggermente alzato, quello dell'Elite nell'ultimo anno, e presumo anche nel prossimo visto l'allargamento dei gironi, si sia abbassato. Poi certo nell'Under 19 Nazionali mancano le retrocessioni ma c'è anche il rovescio della medaglia..."


Ovvero?

“Ci lamentiamo sempre che c'è troppa pressione nei ragazzi, che le gare play out sono come delle guerre. Non essendoci queste dinamiche nell'U19 Nazionali in teoria un ragazzo può esprimere tutto il suo potenziale”.


Non temi che verso la fine del campionato possano mancare motivazioni a quelle squadre fuori dalla corsa play off?

“Dipende dal tipo di mentalità del gruppo. Io quando entro in campo voglio che la mia squadra dia il massimo per cercare la vittoria. Questa è una cosa che va trasmessa sempre”.


Lavorerai a stretto contatto con Ferazzoli, uno dei migliori della categoria. Visto che hai già avuto esperienze di prima squadra penso sia una bella occasione per confrontarsi con un top.

“Non mi nascondo e dico che anche questo è stato uno dei motivi che mi ha portato al Montespaccato Savoia. Il mister lo conosco, lo stimo tantissimo e sono felicissimo di vederlo in campo. Mi sento davvero fortunato a lavorare insieme a lui”.


Tu continui a non credere nel destino. Eppure la prima sgambata dei tuoi ragazzi l'avete fatta al campo Roma...

(ride, ndr) “Di solito si dice che quando vai via da un posto ti porti sempre qualcosa nel tuo cuore. Con quel campo è stato il contrario. Al Roma c'è un pezzo di me...”.


Sbaglio o ti sento un po' in difficoltà?

(ride, ndr) “Della Romulea mi viene complicato parlare, veramente. Quando sono entrato avrei baciato il campo, ma poi ho pensato che i ragazzi mi avrebbero preso per pazzo e non sarebbe stato un bel biglietto da visita!”.


Capitolo Atletico 2000. Prima del Montespaccato sembrava la tua strada, ma la parentesi è durata poco.

"Diciamo che sono tornato ad essere un genitore dell'Atletico 2000. Con il presidente Di Curzio la stima è intatta e immutata. Ci siamo confrontati, la pensavamo diversamente e le strade si sono separate, tutto qui. Non cambia il rapporto con il club. Continuerò comunque a portare mio figlio al campo come tutti”.


Cosa ti auguri da questa esperienza al Monte Savoia?

“C'è sempre l'ambizione calcistica, fa parte di me. Io voglio vincere tutto, in ogni circostanza. Stavolta però spero davvero di poter incidere sulla crescita dei calciatori a livello di comportamento. Rinuncio anche a qualche punto sul campo, non mi interessa, ma spero di vincere con loro fuori dal campo”.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE

Dalle altre sezioni

Dalle altre sezioni