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Michesi: "Sono onorato di allenare a Civitavecchia"

Il tecnico nerazzurro racconta il legame con il club della sua città e esprime la sua opinione sull'attuale momento

18 Novembre 2020

Michesi: "Sono onorato di allenare a Civitavecchia"

Civitavecchia, mister Michesi ©Facebook

"Il Civitavecchia è una grande famiglia ed è soprattutto la squadra della mia città, vado fiero del mio incarico e sono onorato di essere qui". Esordisce così Diego Michesi, allenatore dell'Under 19 Regionali del club tirrenico, nel raccontare il suo forte legame con la società nerazzurra. "Al Civitavecchia sono tornato dopo tanti anni di girovagare per il Lazio - continua - Ho fatto molta esperienza con allenatori da cui ho appreso tantissimo: sono tornato sotto un’altra veste ossia da allenatore e non da preparatore atletico, anche se non nascondo che mi fa enorme piacere anche dare una mano nella programmazione a mister Paolo Caputo, con cui sono cresciuto sia calcisticamente che a livello umano". La dirigenza gli ha affidato la guida della Juniores per il 2020-21, un incarico iniziato al meglio con la netta vittoria nella prima ed unica giornata di campionato contro il Cerveteri. Poi lo stop: "Non mi aspettavo questo periodo dove sia noi addetti ai lavori che gli atleti non abbiamo delle date a cui aggrapparci per andare avanti, purtroppo dobbiamo prendere atto che viviamo una pandemia a livello mondiale - prosegue il tecnico nerazzurro, che analizza poi la nuova metodologia d’allenamento - Le sedute individuali dovrebbero essere vissute come un periodo da dedicare alla tecnica, alla crescita fisica dei ragazzi e magari un po' meno alla tattica, che nel settore giovanile ultimamente viene esasperata a discapito della formazione vera e proprio del giovane calciatore". Infine una battuta sugli ultimi provvedimenti governativi: "La mia opinione sul decreto è che c'è un po' di incoerenza, ma credo che nessuno potesse essere preparato per questo evento - chiude Michesi - Spero si torni in campo il prima possibile ma è evidente che ci sia la necessità di rivedere i protocolli a livello dilettantistico, poiché non sono convinto che il vaccino così come è nato possa dare una svolta epocale".

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