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l'intervista

Campus Eur, Menghini: "Le motivazioni torneranno senza difficoltà"

Tutta la carica del capitano di Lungotevere Dante: "Normale che la voglia sia scesa un po', ma non ho mai pensato di abbandonare il calcio, nemmeno per un secondo"

09 Dicembre 2020

Campus Eur Menghini

Campus Eur, il capitano dell'Under 19 Menghini (Foto ©Del Gobbo)

«Se la passione non attraversasse l'anima, cosa varrebbe la vita?» Questa è una delle citazioni più importanti di Jacinto Benavente, famoso drammaturgo spagnolo, che Federico Menghini, capitano del Campus Eur, senza volerlo sposa completamente quando analizza il suo rapporto con il calcio: "Farei di tutto pur di tornare a giocare - esordisce l'esterno bianconero - il calcio giocato mi manca tantissimo perché è e sarà per sempre la mia passione numero 1. Milito in questa società da tre anni e da questa stagione sono stato incaricato di indossare la fascia da capitano, investitura di cui sono veramente molto orgoglioso. Nasco come esterno d'attacco e per questo motivo cerco di rubare con gli occhi i movimenti e le giocate di calciatori importanti come Hazard e Dembele, anche se devo dire che nell'ultimo periodo sono stato schierato spesso come punta quindi forse sarebbe il caso di osservarne altri (ride ndr); come modello di capitano invece penso che gente come Totti e Sergio Ramos incarnino alla perfezione i valori di fedeltà e lealtà verso i tifosi ed i propri colori. Purtroppo questo momento di emergenza mondiale ci sta impedendo di fare quello che amiamo di più, ma nonostante questo cerchiamo ugualmente di mantenerci in forma recandoci al centro sportivo svolgendo sedute individuali nel rispetto delle norme di sicurezza imposteci; non sempre è facile mantenere l'attenzione alta perché è davvero stressante non potersi rapportare con i compagni come in precedenza ma non possiamo fare altro che aspettare con pazienza e sperare in aggiornamenti positivi. In ogni caso non ho mai pensato nemmeno per un secondo di abbandonare il calcio, così come i miei compagni: penso sia normale che la voglia sia scesa un po' durante questo lasso di tempo di inattività ma sono sicuro che, quando potremo scendere nuovamente in campo, le motivazioni ritorneranno senza nessuna difficoltà. Quando sono venuto a conoscenza di questo nuovo stop indetto dal governo inizialmente sono rimasto sorpreso, perché dati alla mano i centri sportivi erano i luoghi meno pericolosi per un eventuale contagio ma successivamente, mettendomi nei panni di chi prende le decisioni, penso abbiano optato per la scelta migliore, cioè quella di tutelare la salute pubblica. Specialmente in questo momento sto cercando di coinvolgere e mantenere sul pezzo i miei compagni per quello che posso, è importante che sappiano che su di me possono sempre contare ed è altrettanto importante farci trovare pronti nel caso in cui ricevessimo il tanto agognato via libera da parte del governo. In generale, a prescindere dal mondo calcistico, sono un po' preoccupato per il nostro futuro: il paese sta attraversando un brutto periodo e, se prima era già molto difficile trovare un'occupazione, ora lo sarà dieci volte di più. Ci sarà da rimboccarsi le maniche e tenere duro dal punto di vista mentale per poter tornare alla normalità ma sono sicuro che ce la faremo. Se tutto va bene si vocifera che verso fine Gennaio 2021 si potrebbe avere il via libera per riprendere tutta l'attività e, se potessi, ci metterei subito la firma, ma prima di cantar vittoria vediamo come si evolverà la curva dei contagi e la questione vaccino. Se servisse, io sarei disposto anche a giocare in estate inoltrata per consentire la conclusione delle competizioni, l'unica cosa che mi interessa al momento è tornare a giocare".

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