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l'intervista

Romulea, Settembre: "Per me una vita senza il calcio è impossibile"

Le parole del capitano della società amaranto-oro: "All'inizio demoralizzati, ma ora la voglia e la motivazione sono sempre le stesse"

16 Dicembre 2020

Romulea Settembre

Romulea, il capitano dell'Under 19 Elite Edoardo Settembre (Foto ©GazReg)

È trascorso circa un mese e mezzo dall’ultima gara di campionato disputata e non c’è certezza su come e quando si ripartirà. L’emergenza sanitaria non permette una programmazione a medio-lungo termine e a farne le spese saranno soprattutto i ragazzi più dai 17 ai 19 anni, la fascia d’età in cui l’abbandono dell’attività sportiva è più frequente. Nell’attesa di commentare nuovamente le gesta dei ragazzi sul campo, proseguiamo con la rubrica di interviste ai capitani della categoria U19. Tra i protagonisti di una delle squadre migliori del campionato, abbiamo raccolto l’analisi di Edoardo Settembre, capitano della Romulea di Mirko Fioretto. “All’inizio eravamo un po’ tutti demoralizzati per paura che si potesse ripresentare il lockdown della scorsa primavera, periodo in cui nemmeno ci allenavamo. Scampato questo pericolo, la voglia e la motivazione non è mai venuta meno. Con i compagni mi ci sento ogni giorno ed è difficile per me immaginare una vita senza il calcio. È una passione che porto da quando sono piccolo e smettere di giocare non è contemplato”. I giorni senza calcio aumentano costantemente e non è semplice tenere alta la concentrazione senza programmare la gara del fine settimana. “Le partite vere mi mancano moltissimo, il sabato era il giorno più bello della settimana. Dopo il blocco dei campionati la società si è subito impegnata per darci la possibilità di allenarci rispettando le norme anti-covid. Ci alleniamo tre giorni alla settimana: il terzo da casa seguendo il programma stilato dal mister. Al campo siamo sempre presenti nonostante questa situazione e c’è tanta voglia di continuare a far bene da parte di tutti”. Quello che unisce Edoardo Settembre e la Romulea è un legame speciale, dai primi calci al ritorno in amaranto-oro qualche tempo dopo. “È stata la mia prima squadra. Dopo cinque anni sono andato via per poi tornare quattro anni più tardi. C’è sempre stato un forte legame tra me e la società e ho un rapporto speciale con ogni compagno, siamo un gruppo molto unito. Un punto di forza della squadra è lavorare con armonia, in particolare con Giordano e Tranquilli, compagni sia dentro che fuori dal campo”. Rapporto speciale che lega il capitano del club di San Giovanni anche al tecnico Mirko Fioretto: “Il mister per me è come un padre, mette tanta passione in tutto ciò che fa. Dedica molto tempo ad ognuno di noi, anche ad allenamento terminato, per curare con sedute specializzate un singolo gesto tecnico.” Gli amaranto-oro, nel mese di ottobre, si erano resi protagonisti di un inizio devastante con tre vittorie su tre (contro Settebagni, Almas e Roccasecca), condite da 19 gol fatti e soltanto 2 subiti. Statistiche impressionanti che rendono la Romulea una delle favorite alla vittoria finale e che confermano l’obiettivo da perseguire quando si riprenderà a giocare. “L’obiettivo è quello di vincere il campionato. Nelle tre partite contro Settebagni, Almas e Roccasecca abbiamo fatto molto bene sia per il risultato che per il gioco espresso. Dobbiamo continuare come abbiamo iniziato, senza fermarci mai. Per me, da capitano, vengono prima gli obiettivi di squadra e poi quelli personali. A livello individuale vorrei salire di categoria il più possibile e continuare a lavorare sodo senza sosta”.

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