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Flaminia, Aloisi: "Mai pensato di smettere, qualche amico invece..."

Le dichiarazioni del capitano rossoblù: "Il calcio è il mio interesse numero uno ed un'ottima valvola di sfogo"

23 Dicembre 2020

Flaminia Aloisi

Flaminia, il capitano dell'Under 19 Flavio Aloisi (Foto ©GazReg)

L'importanza del jolly, figura di prestigio nel mondo delle carte e di estrema utilità per gli allenatori che nel rettangolo verde ne fanno l'uso più svariato durante le situazioni di emergenza; parliamo di Flavio Aloisi, capitano del Flaminia, detto anche il tuttofare, che della sua duttilità ne ha fatto il suo punto di maggior forza. "Ricopro praticamente qualsiasi ruolo in campo tranne quello del portiere (ride ndr) - esordisce il capitano rossoblu - il mister durante l'inizio di questa stagione mi ha schierato come difensore centrale ma, se dipendesse da me, preferirei destreggiarmi da mezzala; ho iniziato ad amare questo sport da bambino grazie alle giocate di Ronaldinho, ma adesso, complici anche le mie caratteristiche tecniche, mi piace tantissimo osservare lo stile di gioco di Nicolò Barella dell'Inter, un motorino dall'energia inesauribile in campo. Sono in società da due anni e ho ricevuto l'onore di indossare la fascia all'inizio di questo campionato; per me essere un buon capitano significa essere sempre presenti per i propri compagni specialmente nei momenti di difficoltà e per questo mi ispiro a Sergio Ramos del Real Madrid, esempio perfetto di carisma e leadership. Durante questo periodo non abbiamo mai smesso di allenarci al centro sportivo sotto l'occhio attento del mister: ovviamente continuiamo a seguire scrupolosamente i protocolli vigenti, ma non è esattamente la stessa cosa perché il contatto con i compagni è parte essenziale di questo sport e ci manca tanto. In tutta onestà però devo dire che in generale non è che abbia risentito più di tanto di questa situazione: essendo un ragazzo sistematico e molto organizzato mi sono adeguato subito a questa "nuova normalità" pianificandomi al meglio le giornate e tenendomi sempre impegnato; anche per questo motivo non ho mai pensato al fatto di lasciare il calcio, è la mia passione numero uno ed un'ottima valvola di sfogo, specialmente in questo momento. Qualche mio amico invece non è stato della mia stessa idea e, nonostante abbia provato a convincerli del contrario, hanno preferito appendere metaforicamente gli scarpini al chiodo; non mi sento di biasimarli perché capisco che la situazione sia delicata per tutti però è davvero un peccato vedere un ragazzo interrompere così il suo sogno. Con i miei compagni di squadra invece sono stato più fortunato: durante il periodo del lockdown facevamo video chiamate in cui ci stimolavamo e supportavamo a vicenda e questo ha aiutato a mantenerci sempre sul pezzo. Quando abbiamo ricevuto la notizia del secondo stop eravamo tutti un po' amareggiati perché, dati alla mano, forse era possibile continuare a giocare, ma col senno di poi penso sia stato meglio fermarsi. Sono abbastanza preoccupato per il nostro futuro: il paese stava già attraversando una brutta crisi economica prima di questa dannata pandemia ed ora sarà ancora più difficile rialzarsi. Il 9 Gennaio in ogni caso dovremmo finalmente tornare in campo e di questo sono super felice, ma non sono d'accordo col fatto di farci disputare solamente il girone di andata: penso che così facendo si rischi di falsare moltissimo la stagione e sicuramente questa dinamica influirà anche sull'andamento delle partite. Vorrei cambiassero idea in merito ma, se così non fosse, mi adeguerei assolutamente: dopo tutto questo tempo senza calcio mi andrebbe bene qualsiasi cosa".

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