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Nuova Florida, De Franceschi: "Sprono i compagni, non ho mai mollato"

I pensieri del capitano biancorosso: "Anche io ho avuto il virus, è una situazione pericolosa e serve grande attenzione"

22 Dicembre 2020

Team Nuova Florida De Franceschi

Team Nuova Florida, il capitano dell'Under 19 Damiano De Franceschi (Foto ©GazReg)

Una vita da mediano. Se potesse, in questo caso specifico Ligabue non si riferirebbe al grande Lele Oriali ma a Damiano De Franceschi, capitano del Team Nuova Florida che, esattamente come l'ex giocatore ed attuale team manager dell'Inter, ricopre la stessa posizione in campo, seppur con compiti diversi, e la passione per questo meraviglioso sport. "Come caratteristiche penso di essere più simile allo stile di gioco di Andrea Pirlo - esordisce il centrocampista biancorosso - perché anche a me piace tenere in mano il controllo del gioco; sono diventato capitano da questa stagione e vorrei essere un esempio ed un punto di riferimento importante per i miei compagni proprio come lo è stato Francesco Totti per 25 anni nella Roma. Ho passato davvero un brutto momento durante questa pandemia perché anche io ho contratto il Coronavirus e per fortuna è andato tutto bene; è una situazione pericolosa e dobbiamo fare tutti particolare attenzione per scongiurare al massimo la terza ondata di contagi. In ogni caso non ho mai pensato nemmeno per un secondo di abbandonare il calcio, è dura il fatto di dover fare a meno delle partite e tutto il resto ma non possiamo far altro che avere pazienza e sperare che tutto questo finisca il prima possibile. Conosco qualche amico e/o compagno di squadra che invece ha manifestato qualche dubbio sul continuare o meno e, dal canto mio, ho cercato con tutte le mie forze di far cambiare loro idea: li ho incoraggiati a resistere e alla fine penso di essere riuscito a convincerli, anche perché uno di loro è un elemento molto valido per il nostro gruppo e sarebbe stato un peccato vederlo smettere. Portare la fascia al braccio per me rappresenta una grande responsabilità: è un simbolo di fiducia che gli altri ripongono in te e per me questo significa tanto, dunque voglio fare il massimo per esserne degno il più possibile. In generale sono un po' preoccupato per il nostro futuro, il momento che stiamo vivendo è uno dei più delicati della nostra intera storia e dovremo contribuire tutti quanti, cercando di rispettare con serietà ed abnegazione le regole imposteci, per uscire da questa emergenza in tempi brevi. Il mio sogno sarebbe quello di rendere il calcio il mio lavoro "da grande": vorrei arrivare in prima squadra per poi giocarmi così tutte le mie carte e vedere se la mia carriera potrà avere una continuazione in questo mondo, in caso contrario valuterò il da farsi. Negli ultimi giorni abbiamo tuttavia ricevuto la notizia che noi dilettanti tanto aspettavamo: il 9 Gennaio ripartiranno finalmente le competizioni nazionali e sono al settimo cielo per questo. Al momento però la soluzione più accreditata sarebbe quella di far disputare alle società solamente il girone di andata per poi avere tutto il tempo di concentrarsi sulle fasi finali ma spero con tutto me stesso che possano cambiare idea e farci giocare regolarmente anche il girone di ritorno. Qualunque sia la decisione finale noi ci faremo comunque trovare pronti per qualsivoglia scenario: non abbiamo mai smesso di allenarci e, dopo la notizia della ripartenza, il mister ci ha fatto riprendere con ancora maggior convinzione e motivazione. L'importante adesso è solamente non fare sciocchezze durante il periodo natalizio che porterebbero il governo ad introdurre nuove restrizioni e, potenzialmente, a posticipare anche la data della nostra ripresa".

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