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l'intervista

Pro Roma, Credico: "Ogni giocatore è importante nella squadra"

Il leader del gruppo giallorosso dice la sua: "È normale che senza partita qualche ragazzo abbia allentato la corda"

24 Dicembre 2020

Pro Roma Credico

Pro Roma, il capitano dell'Under 19 Riccardo Credico (Foto ©GazReg)

"Il pericolo che i ragazzi possano abbandonare questo sport non è da prendere sotto gamba, più andiamo avanti con questa situazione e maggiore è il rischio", così Riccardo Credico, capitano dell'Under 19 del Pro Roma, commenta la possibilità che i suoi coetanei possano smettere di giocare a calcio. Lo stop dei campionati causato dal Coronavirus e le conseguenti restrizioni sugli allenamenti continuano a recare ingenti danni tanto a livello economico quanto a livello sociale. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, uno dei rischi che si corre maggiormente con il proseguire di questa situazione è proprio l'abbandono del nostro sport, soprattutto per la fascia d'età compresa tra i 18 e 19 anni: chi è impegnato infatti nel campionato Juniores dovrà compiere l'anno successivo il salto nelle prime squadre, ma con una stagione di stop alle spalle la preparazione e la voglia di tornare a solcare i campi possono venire meno, vista anche una mancata chiamata proprio da parte delle prime squadre. Credico ci ha raccontato la sua opinione in merito, partendo dalla situazione in casa Pro Roma: "Abbiamo ridotto il numero delle sedute settimanali da tre a due vista l'impossibilità di giocare il weekend e di disputare le partite a fine giornata. Allenarsi così non è semplice, manca il contatto e quello sfogo che può garantire la partita, per questo molti ragazzi magari non vengono agli allenamenti. Guardando il bicchiere mezzo pieno penso che così sia sempre meglio di niente, come invece era durante il primo lockdown di marzo dove non si poteva neanche uscire di casa. In questo modo almeno evitiamo di perdere la forma fisica, preparandoci di conseguenza sotto questo aspetto per un'eventuale ripresa. Con la squadra non abbiamo affrontato questo discorso, ci stiamo allenando in funzione di poter tornare a giocare è vero, ma senza dare troppa importanza alle tempistiche e focalizzandoci sul momento. L'abbandono del calcio? E' normale che senza partite qualche ragazzo abbia allentato la corda, non è da colpevolizzare chi agisce in questo modo. Lì subentra però la bravura del gruppo, del mister e della società che devono fare di tutto per non perdere alcun elemento. Ogni giocatore all'interno della squadra è importante e perderne anche solo uno potrebbe comportare dei danni, non solo a livello numerico ma anche per il morale del gruppo stesso. Nessuno dei miei amici o compagni ha lasciato e credo che in parte sia proprio grazie alla squadra e al rapporto che si forma con essa: in questo momento infatti è molto importante darsi sostegno l'uno con l'altro e il solo vedersi agli allenamenti, anche se in questa forma, può fare tanto. Ho sentito di diverse società che hanno fermato le sedute in attesa di un'ufficialità di ripresa dei campionati, non penso sia la soluzione ideale perchè si trascura l'aspetto umano del gruppo il quale rischia di sfaldarsi. Le misure di sicurezza? Al Pro Roma siamo stati tutti molto attenti a rispettare i protocolli: la società in primis ha fatto di tutto per attenersi alle direttive, sanificando periodicamente e controllando la temperatura ogni volta che ci presentiamo al campo. Da Luglio a questa parte tutte le società hanno fatto grandi sacrifici per garantire la massima sicurezza all'interno dei propri centri sportivi, dobbiamo solo aspettare e avere fiducia, sperando di poter tornare il prima possibile alla normalità"

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