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l'intervista

Aranova, Bizzini: "Situazione dura, ma io non voglio mollare"

Il classe 2001 è al suo ultimo anno in Under 19: "Conosco ragazzi che hanno pensato di smettere, oggi penso soltanto a caricare i miei compagni"

20 Gennaio 2021

Aranova Bizzini

Aranova, il capitano dell'Under 19 Bizzini (Foto ©GazReg)

Sono trascorsi ormai più di mesi dal secondo stop del 2020 ai campionati giovanili. L’incertezza domina il periodo che stiamo vivendo in ogni settore lavorativo e ricreativo e nel calcio dilettantistico la data della ripartenza potrebbe slittare ancora. Le partite ufficiali disputate nella stagione corrente si contano sulle dita di un mano e restano grandi dubbi sulla possibilità di concludere le competizioni senza una nuova formula. Per dar voce ai protagonisti proseguiamo con le interviste ai capitani delle varie categorie. Questa volta si è raccontato ai nostri microfoni il leader difensivo dell’Aranova Daniele Bizzini, classe 2001, al suo secondo anno nel club. “È una situazione che abbiamo visto già nella precedente stagione che non si è conclusa. Stavamo andando molto bene, eravamo secondi e fortunatamente abbiamo preso la categoria. Sul campionato di quest’anno posso dire che in pratica non è nemmeno iniziato, abbiamo perso dei punti immeritatamente (un pareggio all’esordio con l’Astrea e uno sconfitta in casa contro il Palocco). Per quanto riguarda me è stata una situazione dura. Questo doveva essere il mio ultimo anno nella juniores e avrebbe dovuto servirmi per migliorare ancora”. Da diverso tempo sono permessi soltanto gli allenamenti individuali, ma non tutti sono riusciti ad adeguarsi: “Noi con questa possibilità di allenarci individualmente stiamo cercando di arrivare alla ripartenza nel miglior modo possibile. È una situazione che riguarda tutte le squadre, quindi non deve essere una scusa ma uno stimolo”. Il capitano, insieme ovviamente all’allenatore, è spesso una figura di riferimento per i compagni, soprattutto nei momenti difficili: “Sono il più grande e sento questa responsabilità. Quest’anno sono arrivati diversi ragazzi nuovi e quindi mi sono impegnato a far integrare tutti. Cerco di essere un punto di riferimento, il mister mi ha aiutato molto in questo e gli sono riconoscente perché sono cresciuto da diversi punti di vista, anche come calciatore. Devo dare l’esempio e non mollare mai un centimetro, caricarli sempre e trasmettere fiducia”. Questa è la fascia d’età in cui molti ragazzi scelgono di smettere al di là della pandemia, che però ha senza dubbio contribuito in questo senso minando le certezze dei giovani: “Conosco tantissimi ragazzi che hanno pensato di smettere, da compagni di scuola a compagni di calcio che giocano tutt’ora. Alcuni hanno smesso proprio per via del lockdown. Per quanto riguarda me non ci ho mai pensato perché il calcio rappresenta una valvola di sfogo, una delle poche cose belle che ancora si possono fare”. La partita però manca, cancellare il classico appuntamento che da anni è al centro di ogni fine settimana non è certo facile: “Non avere partite nel weekend ti condiziona, ti porta ad allenarti in maniera diversa. Gli allenamenti individuali ci limitano e arriveremo tutti con un’altra testa alla ripresa”. Quello che non è cambiato, ci dice Daniele, è l’obiettivo stagionale, ancora chiaro nella sua mente e in quelle dei suoi compagni di squadra: “L’obiettivo minimo è mantenere la categoria. Il nostro è un gruppo con grande potenziale e non ci poniamo alcun limite”. E a livello personale: “Punto a migliorare ogni giorno, anche se non posso negare che in questa situazione pensare al futuro e al prossimo anno non è affatto facile”.

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