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l'intervista

Ladispoli, Aracri: "Non vedo l'ora di indossare di nuovo la fascia"

La colonna portante della squadra rossoblù: "Se il calcio non dovesse ripartire dovrò iniziare a pensare al piano B"

20 Gennaio 2021

Aracri Ladispoli

Daniele Aracri, capitano del Ladispoli Under 19 (Foto cGazReg)

Insieme nel momento del bisogno. Questa la formula necessaria per superare il prima possibile qualsivoglia avversità, sia sul terreno di gioco che, soprattutto, nella vita di tutti i giorni. Sposa appieno tale filosofia Daniele Aracri, capitano del Ladispoli, che con noi prova a riassumere quest' anno sfortunato - e per molti versi sciagurato - dal punto di vista calcistico. "Sono stati 10 mesi durissimi - esordisce il centrocampista rossoblu - il lockdown di Marzo è stato una mazzata sia a livello morale che sportivo perché la nostra squadra fino a quel momento era stata autrice di una stagione fantastica che però non sapremo mai come si sarebbe potuta concludere, e di questo me ne dispiaccio molto. Tuttavia, nonostante le partite giocate nell'ultimo periodo si contino sulle dita di una mano, non ho mai pensato di abbandonare il calcio, anzi, più passa il tempo e più cresce in me la voglia di tornare a fare quello per cui mi batte il cuore; così come me, anche i miei compagni fortunatamente sono dello stesso avviso e per questo dobbiamo ringraziare il nostro ex mister che durante i mesi di isolamento ci faceva sentire la sua vicinanza con le videochiamate e ci motivava costantemente sebbene in cuor suo sapesse bene che non si sarebbe potuto ripartire con le competizioni. Quando il governo lo ha consentito in estate abbiamo fatto anche una bellissima cena tutti insieme ed è stato bellissimo poter condividere con lui quel momento. Per quanto riguarda gli allenamenti in questo frangente stiamo continuando a svolgere le sedute individuali presso il nostro centro sportivo in attesa del via libera del governo che, in teoria, dovrebbe darci l'autorizzazione per le sedute collettive il 15 Gennaio in ottica di una eventuale ripartenza nel mese di Febbraio che però francamente mi pare abbastanza complicata visto il bollettino quotidiano che sentiamo in televisione; noi comunque teniamo le dita incrociate nella speranza di una buona notizia che simboleggerebbe un bel passo avanti verso la normalità. Nel caso in cui non si potesse ripartire e anche questa stagione terminasse in anticipo non so proprio cosa aspettarmi perché già il secondo stop di Novembre è stato difficile da digerire: noi come regionali iniziamo sempre un pochino dopo rispetto a tutti gli altri per cui avevamo disputato solo una gara prima di essere fermati e questo ci ha fatto male. Non discuto le motivazioni che hanno portato chi di dovere a propendere per una scelta del genere però mi sembra che non abbiano portato a chissà quale bel risultato, anzi. Io non vorrei smettere definitivamente di giocare a calcio in questo modo, senza praticamente la possibilità di scegliere ma se non ci fosse altra soluzione dovrò iniziare a pensare al fatidico "piano B". Per il momento però preferisco non pensarci troppo perché la speranza è l'ultima a morire e continuo a non vedere l'ora di poter tornare ad indossare la fascia da capitano ed a rappresentare al meglio questi colori; sotto questo aspetto traggo ispirazione da Daniele De Rossi, leader indiscusso per carisma ed attaccamento alla maglia tuttavia, dato che il mio ruolo è un po' più offensivo rispetto a quello dell'ex bandiera giallorossa, rimanendo in ambito romanista penso di poter prendere spunto dal gioco di Lorenzo Pellegrini, un vero potenziale fenomeno del panorama calcistico italiano ed internazionale"

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