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Real Aurelio, Zamponi: "Tutti noi abbiamo dovuto compiere scelte importanti"

La punta dice la sua: "Alcuni non giocano più, ma preferisco non giudicare. Sono decisioni personali"

22 Gennaio 2021

Zamponi

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Non c’è ancora certezza sulla ripartenza dei campionati a febbraio ed è abbastanza prevedibile un ulteriore slittamento. La stagione 2020/21 è durata giusto una manciata di partite, poi i ragazzi hanno dovuto affrontare uno stop lungo e inizialmente imprevedibile. I campionati giovanili sono fermi da quasi tre mesi e l’agonismo del calcio domenicale manca un po’ a tutti. Per dar voce ai protagonisti abbiamo parlato con il capitano dell’under 19 del Real Aurelio Samuele Zamponi. "È stato un periodo complicato per tutti e anche per me. A livello personale ho dovuto prendere decisioni importanti, come quella di non allenarmi per evitare eventuali contatti con dei positivi. L’ho fatto per tutelare delle persone fragili all’interno del mio nucleo familiare. Amo il calcio ed è stata una scelta tragica, ma sull’altro piatto della bilancia c’era la salute, che è più importante". Anche da lontano Samuele ci racconta di non aver perso i contatti con la squadra, anzi: "Li ho mantenuti sia con i compagni che con l’allenatore e tutti mi hanno sostenuto in questa scelta. La squadra ha reagito e sono orgoglioso di questo; si sono allenati bene e continuano a farlo, coesi, uniti verso un obiettivo comune. In questo periodo non li ho spronati, ma non mi sentivo di farlo. Data la mia situazione non ho voluto cercare di convincere nessuno e alcuni ragazzi hanno deciso di lasciare. Sono il capitano, ma credo che scelte così importanti debbano essere personali". L’abbandono a questa età è molto comune e con la pandemia i numeri sono aumentati: "Io non ho mai pensato di smettere. Anche se l’impegno a volte può sembrare grande, quando sei costretto a privartene il calcio ti manca. Sono carico e ancora innamorato di questo sport". E Samuele, che da diverso tempo è lontano dal campo non ha potuto sperimentare gli allenamenti individuali: "Faccio fatica a parlarne non avendoli provati sulla mia pelle, ma spero che si torni presto al contatto fisico. Dare una spallata o una spinta tattica, appoggiarsi al difensore, stringere la mano all’avversario e dare una pacca sulla spalla a un compagno rappresentano l’essenza del calcio". Un calcio che speriamo di rivedere molto presto: "Noi ci faremo trovare pronti. Tornare a giocare sarebbe indice che la situazione nazionale sta migliorando e non vediamo l’ora". La stagione del Real Aurelio è iniziata con una sconfitta di misura in casa del Nuova Pescia Romana: "La trasferta più lontana del campionato. È andata male, siamo calati fisicamente ma eravamo pronti a reagire. Siamo un gruppo nuovo e molto positivo, non pensiamo al passato perché dobbiamo prenderci il futuro". Un po’ enigmatico invece sugli obiettivi stagionali: "Scontato dire che dobbiamo mantenere la categoria presa lo scorso anno dai 2001 quindi dico che gli obiettivi possono essere dei limiti. Dobbiamo metterci alla prova e solo il campionato potrà dire chi siamo". Gli obiettivi personali sono molto più chiari per l’attaccante classe 2002 che indossa la maglia del Real Aurelio da cinque stagioni: "Dopo il lungo stop voglio e devo tornare al massimo delle mie potenzialità. Sono una punta centrale, assist e gol mi rendono felice, ma prima voglio essere un trascinatore e dare l’esempio. Dopo un anno così dobbiamo a tutti i costi cercare di divertirci, credo che ce lo meritiamo".

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