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l'intervista

Ostiantica, Mazzoli: "Lo sport è una valvola di sfogo per noi ragazzi"

Le parole del trascinatore bianconero: "Allenarci è l'unico modo per restare in contatto. Giocherò finché la passione rimarrà viva"

27 Gennaio 2021

Ostiantica Mazzoli

Ostiantica, il capitano dell'Under 19 Alex Mazzoli (Foto ©GazReg)

“L’unico modo per prepararci al futuro è quello di continuare ad allenarci”. È questo il messaggio di Alex Mazzoli, grande talento dell’Ostiantica Under 19, che con grande speranza per quello che sarà e tanta nostalgia di chi sta lontano dai campi, si prepara a tornare a vivere la magia dei novanta minuti. Un momento difficile, quello che tanti ragazzi come lui stanno vivendo. Alex, con grande chiarezza, racconta il suo pensiero sulle dinamiche attuali: “Dato che non sappiamo quale sarà il nostro futuro, se potremo riprendere il campionato o verrà nuovamente annullato, non resta che continuare ad allenarci. È l’unico modo che ho per restare in contatto con i miei compagni, il mister e i dirigenti. Ovviamente tutto ciò rispettando le dovute misure, ma rimanendo comunque uniti e non perdendo alcun rapporto.” In questi mesi, molti ragazzi hanno dovuto prendere decisioni molto dure. Tra i tanti dubbi quello di voler abbandonare il calcio è stato quello più pensato. Ma ragazzi come Alex, contraddistinti da una voglia irrefrenabile di inseguire i propri sogni, proveranno a scacciare via questi brutti pensieri: “Sinceramente non ho mai pensato di smettere. Già durante il primo lockdown, a marzo 2020, ho sperato che si potesse risolvere il tutto nel giro di un mese, perché eravamo un gruppo affiatato ed eravamo in lotta per il titolo del campionato. Non vedevo l’ora di riprendere perché il calcio è stato ed è ancora oggi una delle poche valvole di sfogo che ho e che hanno tanti altri ragazzi. È una passione che ho fin da bambino e finché questa passione resterà viva non penserò mai di smettere.” Parole da vero leader quelle di Alex Mazzoli, che da vero capitano con la sua grinta guida i suoi compagni dentro e fuori dal campo. Un gruppo, quello dell’Ostiantica, formato da amici prima che giocatori, restato in contatto nel periodo più difficile. Alex, ci racconta cosa significa essere capitano, tra desideri e esempi da dare: “Il desiderio più grande è sicuramente, anche se banale, quello di veder tornare tutto alla normalità e vivere il calcio nella sua pienezza e bellezza. Tornare a vivere quelle emozioni che solo noi che giochiamo conosciamo. Io mi trovo in una squadra dove ho la fortuna di essere il capitano. Per me è una grande responsabilità esserlo, essendo anche il più anziano. Spero di poter essere un grande esempio per i miei compagni.” Tra le grandi responsabilità da capitano, Alex svela cosa manca attualmente nella sua vita da calciatore. Le sue parole, segnate da tanta nostalgia, di chi non ha la certezza di poter tornare a pieno titolo a fare ciò che ama in un età molto delicata. Si tratta di emozioni uniche, che solo chi vive a 360 gradi il calcio può riconoscere: “La cosa che mi manca di più è il gruppo. Quello che si crea, i rapporti umani tra i vari compagni, le risate e gli scherzi all’interno dello spogliatoio. Passando anche dalla mancanza che richiedeva la serietà di affrontare un allenamento e che si deve mantenere sempre alta. Le gioie per una vittoria e tutte quelle vissute insieme ai compagni: si è tutti uniti in ogni momento. Passando anche alle delusioni per una sconfitta. È l’unione che ha un gruppo vero che mi manca di più.”

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