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L'intervista

Palocco, Sambini: "Anche se le sedute non sono come prima continuiamo a divertirci"

La riflessione del capitano del Palocco: "A livello personale il secondo stop è stato il peggiore, oggi andiamo al campo anche per uscire e non perdere l'unico luogo in cui si ha un po' di socialità"

29 Gennaio 2021

Sambini

Sambini

I campionati dilettantistici giovanili sono ormai fermi da tre mesi e non c’è ancora una data certa per quanto riguarda la ripartenza. L’instabilità che ci circonda non permette di fare ipotesi fondate su quando si tornerà in campo e a farne maggiormente le spese sono i giovani calciatori. Per dare loro voce proseguiamo con le interviste ai capitani. Questa volta abbiamo ascoltato le parole del maturo Fnann Sambini, che indossa la fascia e svolge più ruoli nel suo Palocco. Da dieci anni nel club, Fnann è una bandiera, più che un semplice capitano: "Sì, sono dieci anni che sono qui. In questa squadra sono cresciuto e ho tanti amici. Ho giocato in tutti i ruoli del campo, ultimamente da prima punta perché sono alto, ma continuo a reputarmi un centrocampista". Il 2020 si è concluso, ma non si è portato via il divieto di giocare a calcio e il secondo stop sarà probabilmente prolungato: "A livello personale il secondo stop è stato peggiore. Durante il primo, ho avuto altri pensieri come la fine della scuola, la maturità e la scelta dell’università. Per quanto riguarda il calcio è difficile trovare la voglia senza i campionati. Al campo ormai si va per non perdere l’unico luogo in cui si ha un po’ di socialità e, anche se siamo un po’ di meno, è un momento importante per uscire di casa e stare insieme". Al capitano spesso viene chiesto un qualcosa in più, come il senso di responsabilità nei momenti difficili: "In questo aspetto il mister ci aiuta molto. Il mio modo di motivare gli altri consiste nello scherzo e nel creare un clima sereno. Gli allenamenti non sono più come una volta e facendoci due risate magari non ci pensiamo". Molti, giunti a questa categoria, decidono di mollare e il confinamento forzato ha incrementato questa decisione: “Personalmente non ho mai pensato di mollare perché, oltre al calcio, non sono un tipo che esce tutti i giorni. Andare al campo è un modo per uscire, prendere aria e fare attività fisica. Nella nostra squadra c’è solo un ragazzo che ha mollato, ma molti hanno diminuito la frequenza. Ci sono compagni che vengono una volta a settimana o una volta ogni due”. Da tempo sono consentiti gli allenamenti individuali, al punto che per molti sono ormai un’abitudine: "Il mister cambia spesso per non renderli monotoni e cercare di coinvolgerci. È divertente fare sfide con i compagni sulle punizioni, sui rigori o i dribbling individuali. È il massimo dell’agonismo a cui possiamo aspirare in questo momento". Prima o poi però si tornerà anche a sfidare altre squadre: "Il mister non ha mai perso le speranze. Durante le prime settimane gli allenamenti erano sempre molto intensi, poi abbiamo rallentato un po’, ma ci stiamo facendo trovare pronti. Ora abbiamo ricominciato con esercitazioni tattiche che ci serviranno per le gare. Vogliamo provare ad essere più pronti degli altri". Perché gli obiettivi di squadra, nonostante il lungo stop, non sono cambiati: "Siamo una matricola della juniores elite e l’obiettivo è indubbiamente la salvezza. Nonostante questo, ragioniamo partita per partita e avevamo iniziato bene con la vittoria in rimonta sull’Aranova e la buona prestazione contro la Vigor". E anche a livello personale la strada per il classe 2002 Fnann Sambini è molto chiara: "Questo sarà il mio ultimo anno al Palocco perché dovrei fare l’università a Rotterdam quindi il mio unico obiettivo è quello di divertirmi e aiutare la squadra".

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