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Vis Artena, Condrò: "Sento la responsabilità della fascia, ma i compagni mi aiutano"

Il capitano: "Ritorno in campo? Dopo due-tre slittamenti resta la paura che possa succedere di nuovo, ma ormai ci stiamo facendo l'abitudine. E' brutto da dire ma siamo rassegnati"

29 Gennaio 2021

Condrò

Condrò

Il secondo stop del 2020 è durato più del previsto e a farne le spese sono stati tutti i campionati giovanili. Tra questi la juniores nazionale che ha visto slittare la data della ripartenza al 13 febbraio. Non c’è certezza sul fatto che si ripartirà davvero, ma soltanto la speranza che con la campagna vaccinale e la fatica delle restrizioni si possa tornare presto in campo. Per continuare a dar voce ai protagonisti, abbiamo intervistato l’esterno Valerio Condrò della Vis Artena. È un nuovo nel club, come tutti i suoi compagni e lo staff – ci dice – ma la conoscenza del mister in passato lo ha reso subito capitano. "Sento la responsabilità della fascia, ma fortunatamente ho i miei compagni che mi aiutano. Noi 2002 cerchiamo di coinvolgere tutti, è un compito condiviso e ci aiutiamo a vicenda". Sono stati mesi complicati: "A livello personale mi sono infortunato nel momento in cui hanno fermato i campionati, quindi non mi sono allenato per uno/due mesi. Ora da qualche settimana sono tornato in campo a svolgere lavori diversi. Lo stop è stato vissuto più o meno allo stesso modo da tutta la squadra". E a ogni slittamento si perde un po’ di fiducia riguadagnata col tempo: "Dopo due/tre slittamenti resta la paura che possa succedere ancora. Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine, è brutto da dire ma siamo rassegnati". La soluzione trovata dal governo per tenere in forma i ragazzi è stata finora quella degli allenamenti individuali: "Quando andiamo agli allenamenti cerchiamo di divertirci. Il mister è bravissimo, con l’aiuto di tutto lo staff, ad alternare corsa e allenamenti leggeri che non sono noiosi ma ci coinvolgono. Dal punto di vista morale ci aiuta molto, lo conosco da tanto e posso dire che è uno dei migliori che ho avuto". In questa fascia d’età molti ragazzi abbandonano il calcio e la pandemia ha incrementato il numero di coloro che prendono questa decisione: "Io personalmente non ho mai pensato di lasciare, gioco da undici anni e non riesco a immaginarmi senza calcio. Conosco però diverse persone al di fuori del gruppo che hanno scelto altre strade”. Ad oggi, il 13 febbraio è la data a cui tutte le squadre del campionato juniores nazionale guardano: “Nelle ultime settimane il mister ci lasciava a riposo per uno dei gruppo allenamenti settimanali perché non era ancora il momento di caricarci dato che non era prevista alcuna gara. Noi non ci crediamo finché non ricomincia, ma abbiamo iniziato nuovamente ad allenarci quattro volte con schemi precisi”. E l’obiettivo non ha subito alcuna modifica: “La nostra squadra è stata creata per vincere questo campionato. Non mi piace parlare degli avversari, ma soltanto di noi. Ci sono stati investimenti da parte della società quindi l’obiettivo rimane quello. Noi ci crediamo, siamo una squadra molto valida con ragazzi che si allenano anche stabilmente con la Serie D". Sogno che non nasconde di avere anche lui che, nonostante questo momento di incertezza, ha ben chiaro il suo futuro nel calcio: "Ogni anno punto a fare meglio del precedente. Lo scorso era andato molto bene e mi ritengo soddisfatto al di là della prematura interruzione di marzo. L’obiettivo principale è vincere il campionato perché non ci sono mai riuscito e per il futuro vorrei arrivare più in fondo possibile e giocare in prima squadra il prossimo anno".

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