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l'intervista

Trastevere, Friano "Difficile parlare di calcio, ma non vedo l'ora di giocare"

Il capitano amaranto in attesa di novità da parte delle istituzioni è però ben consapevole delle difficoltà che comporta la ripresa

04 Febbraio 2021

Trastevere, Friano "Difficile parlare di calcio, ma non vedo l'ora di giocare"

"Non è il momento ideale per ricominciare a giocare le partite di campionato, bisogna dirlo con onestà. Nonostante io sia il primo che non vede l’ora di tornare in campo, purtroppo so che bisogna avere pazienza, tenere duro e pensare soprattutto a chi in questa situazione sta passando momenti peggiori di noi”. La voglia di riprendere a giocare è tanta, ma tanta è anche la paura e la consapevolezza che questa situazione possa continuare ancora a lungo. Gaetano Friano, capitano del Trastevere, è uno di quei giovani calciatori che sta vivendo sulla pelle il disagio creato dalla pandemia: "Questo periodo è stato ed è difficile per tutti: per noi atleti, per lo staff e per la società che nonostante le varie difficoltà ha cercato sempre di seguirci e starci vicino. Se penso ad una futura ripresa dei campionati credo che fisicamente potremmo farcela, perché ci alleniamo costantemente come se il sabato ci fosse la partita. Le nostre condizioni sotto questo punto di vista sono davvero buone e c’è da ringraziare il nostro preparatore Davide Giustini e il nostro allenatore Mauro Mazza che tiene sempre alte le motivazioni in allenamento. L’umore devo dire che è sempre buono". Con la fascia al braccio, Gaetano oggi dirige la difesa bianco-amaranto, colori che indossa da più di un anno e per i quali sfoggia capacità maturate nel tempo tra le file dell’Urbetevere: "Il Trastevere è una società a cui tengo e che soprattutto rispetto molto, perché ti dà la possibilità di vivere questo ambiente in modo davvero tranquillo. Avevamo iniziato bene il campionato con due vittorie. La cosa che mi ha colpito di più è il modo in cui abbiamo affrontato quelle due sfide, non rischiando mai e avendo sempre tutto sotto controllo. Sono giovane ma ho già parecchie esperienze di cui fare tesoro: ricorderò per sempre con molto piacere la vittoria dei due titoli regionali quando ancora giocavo all’Urbetevere contro Lazio e Polisportiva Carso. Ho un po’ di dispiacere se ripenso alla finale nazionale persa sempre con l’Urbetevere che spesso mi torna in mente e mi porta un po’ di malinconia e delusione". Compagni di squadra che diventano amici, ambizioni grandi e due difensori nel cuore, campioni che in carriera hanno ottenuto tutto quello che Gaetano oggi sogna: "Da quando sono piccolo tifo il Napoli e il giocatore a cui mi ispiro è ovviamente Fabio Cannavaro. È un atleta che mi piace per la sua caparbietà e il suo tempismo. Stimo tanto anche Alessandro Nesta per la sua classe che lo contraddistingueva nel difendere. Credo di non avere degli obiettivi ben precisi, ma il mio pensiero va semplicemente a superare qualsiasi sfida mi si ponga davanti, che sia nel calcio o fuori. L’importante è avere sempre una mentalità vincente e non arrendersi mai. Mi fa molto dispiacere sentire che molti ragazzi smettano di giocare a calcio per la difficoltà della situazione. Mi sento di dare un consiglio come fossi per loro un fratello maggiore: non lasciatevi sopraffare da tutta la negatività che c’è in questo momento ma continuate a fare quello che vi piace. Questi sono gli anni più belli della vostra vita e ve li dovete godere al massimo nonostante le varie restrizioni. Per superare questa situazione c’è bisogno anche di avere un buon rapporto con i compagni. Essendo capitano devo tenere alte le motivazioni e l’umore della squadra soprattutto in questo momento molto difficile".

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