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L'intervista

San Lorenzo, Franciotti: "Fare solo alcuni esercizi è pesante da accettare"

Il trascinatore del San Lorenzo parla delle sedute settimanali: "A mio parere, sono allenamenti che ti limitano molto, anche se il lato positivo è che siamo riusciti a creare maggiore coesione"

05 Febbraio 2021

Franciotti

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Una stagione iniziata nel migliore dei modi, con una vittoria conquistata all'esordio. Poi lo stop, con la consapevolezza che tutto ciò che di positivo era stato intrapreso, preparato, non si sa quando riprenderà. Questo è stato il cammino di quella che è stata la stagione 20/21 finora del San Lorenzo del suo capitano, Simone Franciotti: "Sicuramente siamo partiti subito con il piede giusto, conquistando una grande vittoria in trasferta, offendo un'ottima prestazione sia dal punto di vista tecnico che della tenuta fisica. Purtroppo è durato tutto troppo poco per via del virus". Ci sono, come sempre, degli aspetti su cui la squadra deve lavorare per poter raggiungere il proprio obiettivo stagionale: "Bisogna far meglio dal punto di vista della solidità della squadra, del gioco, dell'affinità tra di noi nel campo. Ma credo che queste siano tutte cose che vanno trovate con il lavoro e con il tempo essendo un gruppo totalmente nuovo. Per quanto riguarda le cose che sono andate meglio in primo luogo il fatto che si è creato un gruppo fantastico, con un allenatore e uno staff favoloso che hanno creato un ambiente straordinario. Penso che l'unione sia la cosa più importante per una squadra, viene prima del gioco e degli aspetti tattici". In questo periodo il pallone e il campo non hanno smesso di essere il rifugio personale di tutti quei ragazzi che non solo un giorno sognano di entrare a far parte del mondo professionistico, ma anche di coloro che fuggono per due ore dai problemi della vita quotidiana. In questo sicuramente la possibilità che è stata data di poter continuare ad allenarsi ha significato molto, nonostante la formula non permetta cose fondamentali per uno sport come il calcio: "Per quanto riguarda gli allenamenti individuali a mio parere limitano molto. Non si possono fare partitelle in allenamento che è la parte che a noi giocatori piace di più. Ci è consentito fare solo certe tipologie di esercizi, ma è molto pesante da accettare. Il lato positivo è che siamo riusciti a creare una coesione ancor maggiore nel gruppo. Nella difficoltà ci sentiamo ancora più squadra. Siamo una delle poche ad essere sempre tutti ad allenarsi nonostante questa modalità. Nessuno di noi fortunatamente ha deciso di smettere. Il merito, oltre al gruppo, va dato sicuramente al tecnico e al suo staff per la partecipazione e la voglia che ci trasmettono per continuare.” Manca quell'adrenalina, quell'emozione che un ragazzo prova nel “battersi” con un suo avversario, di dimostrare che il più forte è lui: “E' chiaro che le gare ufficiali ci mancano moltissimo, perchè alla fine è la cosa per cui giochiamo a calcio. Abbiamo sempre quella speranza che un giorno, che vorrei sia il più vicino possibile, si riprenda a giocare anche se sono scettico". Simone è ormai il veterano, colui che ha dedicato quasi la sua intera carriera giovanile ad una sola maglia: "Al San Lorenzo ho passato la maggior parte della mia carriera, su 11 anni che gioco a calcio 8 li ho passati in questa società. Non mi sento superiore a nessun mio compagno, però credo che essendo qui da più tempo rispetto a loro, mi sento una figura di riferimento e cerco sempre di mantenere il buon umore all'interno dello spogliatoio". Il centrocampista del San Lorenzo, che predilige più la posizione di "play" davanti alla difesa, è molto deciso nel definire gli obiettivi del gruppo: "Il traguardo è quello di arrivare a vincere il campionato e riportare la categoria regionale alla società".

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