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l'intervista

Real Testaccio, D'Antoni: "Campionati fermi? Sì, ma siamo tornati al campo"

L’analisi del talento capitolino: "C'è sempre un lato positivo, questi allenamenti aiutano a livello tecnico e mentale"

10 Febbraio 2021

Real Testaccio D'Antoni

Real Testaccio, il capitano dell'Under 19 Simone D'Antoni

Per il movimento calcistico giovanile è un periodo molto duro, pieno di incertezze e punti da chiarire al più presto affinché i ragazzi possano tornare a crescere attraverso lo sport, che non bisogna mai dimenticare sia uno dei fattori fondamentali per raggiungere un certo grado di maturità e autostima, ma anche di integrazione sociale. Questo vale anche per Simone D'Antoni, capitano dell'Under 19 del Real Testaccio, che esprime le sue sensazioni del momento: "Sicuramente il periodo è difficile per tutti. Per i ragazzi della nostra età quando ti si chiede di allenarsi senza uno scopo, di impegnarti durante la settimana però poi non poter mettere in pratica quello che apprendi è molto complesso. Siamo sempre presenti, ma non la stiamo vivendo benissimo". La formula degli allenamenti individuali ha consentito di poter continuare nello svolgimento dell'attività fisica, e questo certamente non è un aspetto di poco conto: "Credo che sia comunque importante dare continuità all'allenamento, ogni cosa ha il suo lato positivo. In questo caso è appunto il fatto che se ti alleni con costanza e con determinazione, alla ripresa del campionato potresti ritrovare dei vantaggi. Aiuta magari anche a crescere da un punto di vista mentale perchè si dà valore ad un aspetto importante anche senza avere un obiettivo immediato". Qual è allora per questi ragazzi il problema, se nonostante tutto possono ancora allenarsi durante la settimana ? Lo prova a spiegare Simone: "Tutti giocano a calcio per mettersi alla prova, ma specialmente per confrontarsi con l'avversario. Chiunque fa questo sport vuole provare le sensazioni prima della partita, per assaporare le piccole cose che poi in realtà sono grandi e che mancano ormai purtroppo da troppo tempo. Speriamo di poter rivivere presto quelle emozioni, quella voglia di competizione e di stare tutti insieme per raggiungere uno scopo comune". Il tempo scorre velocemente e ci pone davanti un quesito fondamentale: c'è realmente la possibilità di ricominciare a giocare, adottando tutte le misure per arginare questo virus? Il capitano del Real Testaccio esprime una sua versione molto sincera, evidenziando anche un altro problema: "I presupposti per giocare secondo me ci sarebbero. Se non iniziamo entro marzo la vedo dura che si possa portare al termine il campionato". Il suo rapporto con la società è ormai datato e questi colori sono entrati a far parte del suo cuore da tempo. E' sicuramente una figura di riferimento, un leader per i compagni e per l'energia che mette in campo ma anche nelle parole, volte a trascinare tutto il gruppo verso traguardi ambiziosi: "Sono qui da 5 anni, mi sento un pezzo importante perché faccio parte di questa società da quando è stata fondata e insieme a me altri due compagni. Sento di appartenere in tutto e per tutto a questa maglia. L'obiettivo deve essere quello di vincere il campionato. Bisogna conquistare più in fretta possibile tutte le categorie per arrivare poi un giorno in Elite e disputare campionati più importanti. Serve sacrificio e determinazione ma possiamo farcela". Un ragazzo deciso che ha voglia di migliorarsi giorno per giorno, sempre con attitudine e dedizione: "Sono un difensore centrale, ma qualora servisse al mister posso ricoprire anche posizioni diverse. Non importa dove gioco ma quello che voglio proporre in campo, sempre con la massima disponibilità".

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