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l'intervista

Tor Sapienza, Pulsinelli: "L'unione del gruppo è la vera forza di una squadra"

L’analisi del difensore gialloverde: "Nonostante la pandemia siamo in ottima forma, perché non abbiamo mai smesso di prepararci"

17 Febbraio 2021

Tor Sapienza Pulsinelli

Tor Sapienza, il capitano dell'Under 19 Edoardo Pulsinelli (Foto ©Conti)

Per un giovane calciatori si sa, trascorrere tanto tempo insieme ai compagni e in generale ai membri della società a cui si appartiene segna inevitabilmente la propria crescita. È quello che sta accadendo anche ad Edoardo Pulsinelli, capitano dell’Under 19 del Tor Sapienza, il quale ha voluto raccontare la sua esperienza tra le file giallo-verdi: "Oramai questo è il quarto anno qui e mi sento molto legato a questo ambiente che è come una grande famiglia per me. Con i compagni ho un bellissimo rapporto sia dentro sia fuori dal campo, dato che con alcuni elementi già giocavamo insieme prima. Credo infatti che la forza di una squadra dipenda molto dall’unione del gruppo e dall’intesa che c’è in campo, per questo sono molto contento, perché noi prima di essere una squadra siamo un gruppo di amici e questo ci aiuta molto". Nato e cresciuto nella capitale, come tanti altri ha nel cuore la sua città e la sua gente e ha fatto della fede calcistica e dei suoi idoli modelli da prendere come esempio: "Sono romano e romanista e il mio idolo calcistico fin da bambino è Daniele De rossi. Mi piace il modo in cui entrava in campo, sempre con voglia, grinta e determinazione. Dava il massimo tutte le partite senza tirarsi mai indietro e lo apprezzo così tanto perché mi rivedo molto nel suo modo di giocare. Mi piace anche Steven Gerrard". Sulle orme dei suoi idoli oggi indossa quella fascia che per Alessandro significa tanto: responsabilità, onore e orgoglio. Al Tor Sapienza ha vissuto esperienze che lo hanno segnato e tante altre ne vivrà per crescere ancora, calcisticamente ma soprattutto come uomo: "Un bel ricordo che ho qua al Tor Sapienza risale a due anni fa: era il primo anno di Juniores e facevamo ancora i Regionali, giocavamo in casa e a 15 minuti dalla fine stavamo perdendo 2-3. Mister Cortini decise di far entrare me e Mattia Bottone. Io segnai il gol del 3-3 e lui il gol del vantaggio allo scadere. È stata una bellissima partita nonché fondamentale per la vittoria del campionato quell’anno". Questo sarebbe dovuto essere per lui e per i suoi compagni un altro anno da cui imparare, dal quale raccogliere vittorie e trarre insegnamenti dalle sconfitte. La pandemia ha fermato però tutto ciò che propriamente sul campo poteva essere vissuto, ma ha certamente dato uno dei più grandi insegnamenti che a ogni giovane ragazzo andrebbe dato, quello di non fermarsi mai di fronte agli ostacoli più grandi: "In questa stagione non eravamo partiti benissimo. Anche se i risultati sono stati un po’ 'crudeli' con noi non abbiamo giocato male, ma non siamo ancora mai riusciti a trovare i tre punti. La squadra nonostante la pandemia è in ottima forma, perché non abbiamo mai smesso di prepararci. L’umore è alto e siamo tutti vogliosi di tornare ad allenarci normalmente e di giocare. Non vedo l’ora di tornare a giocare, ovviamente con le dovute precauzioni. Questo periodo non ha cambiato la voglia che ho sempre avuto di allenarmi con i compagni e giocare. Non penso che questa voglia sparisca così facilmente. Per il futuro sinceramente ancora non ho pensato a nulla. Mi voglio godere questo ultimo anno di Juniores Elite, poi a fine anno deciderò che fare. Lo sport è fondamentale per i bambini, sia per lo sviluppo dell’autostima sia per le relazioni con gli altri, quindi è importantissimo che continuino a fare sport. Spero che una volta finita questa situazione tutti ritrovino la voglia che avevano prima".

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