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l'intervista

Ostiamare, D'Agostino "Sogno l'esordio in D, mi ispiro a Edin Dzeko"

L'attaccante e capitano dei Gabbiani punta alla ripartenza ma guarda anche oltre in chiave futura

18 Febbraio 2021

Alessandro D'Agostino

Alessandro D'Agostino, capitano dell'Ostiamare

È un amore forte quello che lega Alessandro D’Agostino ad Ostia e all’Ostiamare, la squadra che gli ha permesso di calciare per la prima volta il pallone e per la quale ora indossa con orgoglio la fascia da capitano "Ho iniziato a giocare a calcio all’età di sei anni e ho sempre giocato in questa società. Questo basta a far capire quanto io sia attaccato a questa maglia, anche perché in questo posto sono nato e sono cresciuto". Con la maglia biancoviola ha già vissuto tante esperienze che lo hanno fatto crescere, fino ad arrivare al campionato attuale, iniziato nel migliore dei modi e fermato improvvisamente a causa della pandemia: "La stagione era cominciata benissimo per noi: nelle prime tre partite abbiamo segnato undici gol e non ne abbiamo subito neanche uno. Dei numeri veramente importanti, ma che abbiamo meritato. In generale posso dire di aver vissuto tante emozioni qui, come quando due anni fa siamo arrivati fino alla finale contro la Tor Tre Teste. Avevamo dominato il girone vincendo addirittura con quattro giornate di anticipo. Ho avuto modo di fare anche un provino con il Frosinone, dove non sono stato preso nonostante sia andato bene e questo ammetto che mi dispiace". Nel cuore e nella mente di Alessandro però non c’è tempo di sognare altri campi, perché insieme ai suoi compagni ha l’obiettivo di portare alto il nome dell’Ostiamare: "Con loro ho un rapporto veramente speciale. Siamo più che pronti per ricominciare. Non abbiamo mai smesso di impegnarci e stiamo dando tutti il massimo per mantenerci in forma. All'interno dello spogliatoio ne parliamo spesso ed è ovvio che stiamo male non potendo giocare, ma ci faremo trovare pronti in caso si riparta e non vediamo l'ora". L’obiettivo è quello di riprendere e farlo nel migliore dei modi, scacciando via i brutti ricordi di un periodo che ha spento sogni e passioni: "La pandemia è stata pesante per tutti. Per quanto mi riguarda mi allenavo tutti i giorni anche per ammazzare il tempo. Poi finalmente ci è stato concesso di ritornare ad allenarci al campo. Lì ho ritrovato il mister e i compagni ed è stato molto bello, poiché anche se ci sentivamo molto, rivederli e rigiocare con loro è stato bello. Da amante del calcio spero si ricominci il prima possibile, ma ovviamente non si può trascurare l’emergenza, per questo ritengo giusto che si debba ricominciare adottando le giuste precauzioni". Un idolo, come lui centravanti e un sogno, quello di giocare in categorie sempre più alte, le stesse le quali ora, più o meno giustamente hanno l’opportunità di scendere in campo: "Il mio obiettivo è quello di riuscire ad esordire con la serie D e mi sto impegnando molto per questo, mentre più in là spero di riuscire a togliermi molte soddisfazioni con il calcio. Il mio idolo è Edin Dzeko perché ho il suo stesso modo di giocare. La fascia da capitano per me è molto importante. Mi dà fiducia e mi fa capire che il mio impegno è ripagato. Devo ringraziare i miei compagni che mi aiutano e sono sempre disponibili. Do tutto per loro, cercando di essere un buon esempio. Il fatto che sia stato dato il via alla ripartenza dell'Eccellenza mi fa un po’ rabbia, poiché non vedo il motivo per il quale noi serie minori non dobbiamo giocare. Dal momento che vengano trovate soluzioni credo sia giusto far ripartire anche gli altri campionati. Giocare a calcio è molto importante per noi ragazzi".

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