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L'intervista

Itri, Colombani: "Lo spogliatoio mi manca tanto, è lì che ritrovi il buon umore"

Le parole del leader del team pontino: "Non ho mai pensato di smettere, ma sono certo che in questo periodo mantenere alta la concentrazione, avere voglia e determinazione sia difficile"

19 Febbraio 2021

Colombani

Luca Colombani, capitano dell'Itri (Foto ©Alex Tucci)

Grinta, voglia e coraggio sono le caratteristiche che un capitano deve avere: Luca Colombani è il capitano dell’Itri per la categoria Under 19. La sua perseveranza e l’attaccamento ai valori di questo sport, lo contraddistinguono come un leader, un esempio da seguire per i suoi compagni. Con grande lucidità, Colombani ha affrontato temi molto delicati, ripercorrendo le tappe che in questo periodo hanno cambiato e stravolto le nostre giornate, senza mai dimenticare l’unione che uno spogliatoio deve avere a prescindere da tutto: "Questo periodo difficile non lo sto vivendo al meglio. Aldilà là del campo, dove l’allenamento per me è sacro, sono appassionato al concetto di allenamento anche a scopo personale dove l’obiettivo è migliorarsi e stare meglio fisicamente. Con i compagni di squadra ci sentiamo sempre, abbiamo un doppio gruppo whatsapp dove abbiamo anche la possibilità di ridere, scherzare e tenerci in contatto. Questa assurda situazione prima o poi dovrà finire, sia a livello sociale che a livello economico, ma la vedo dura. Ci stanno privando di ogni libertà nello sport. La nostra è squadra unita, creata da altri leader oltre a me, come Antonio Del Vecchio chiamato Bobba per noi. Siamo noi a militare da tantissimo tempo all’interno della società, essendo anche i più grandi". Parole convinte, di un capitano pronto e motivato ad iniziare meglio di prima. Con la consapevolezza, che in questo periodo complicato, molti ragazzi hanno trovato di fronte ai proprio occhi un bivio impegnativo. Continuare ad inseguire i propri sogni o abbandonarli. Luca racconta come la sua scelta, di cuore, non abbia mai influenzato le sue idee in questo momento di riflessione: "Io personalmente non ho mai pensato di smettere, ma sono certo che in questo periodo mantenere alta la concentrazione, avere voglia e la determinazione sia difficile. Parlo io che sono un ragazzo di vent’anni, che nelle ultime tre stagione tra infortuni gravi al crociato, tra il rientro bloccato dalla pandemia ed un anno che se ne va ulteriormente così non è sicuramente una bella situazione da descrivere. Ma sono dell’idea che bisogna sempre tenere duro, perché pare che si stia avvicinando la luce in fondo al tunnel. Tutti i miei compagni di squadra con cui ho parlato non mi hanno mai manifestato la volontà di smettere per fortuna, poi magari al rientro qualcuno può avere difficoltà, ma anche in quel caso ci si confronterà tutti insieme". Tra nostalgia del passato e speranze per il futuro, Luca Colombani ripercorre le sensazioni che lo legano a questo meraviglioso sport, ricordando quali siano le mancanze che il calcio faccia sentire interiormente a ragazzi come lui e non solo: "La cosa che mi manca con estrema certezza adesso è lo spogliatoio. È il posto dove anche quando la giornata non è della migliore, tu entri e ci sono dei compagni pronti a sostenerti, dove si ride e si scherza anche se magari un giorno entri con l’umore non adatto a ridere e scherzare. Questa è sicuramente la cosa che manca di più, oltre al giocare, all’avere la palla tra i piedi. Mi manca correre, che fa parte del complesso della gara, ed è uno sfogo ed un divertimento allo stesso tempo. Il mio desiderio più grande è che finisca la pandemia il prima possibile".

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