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l'intervista

Parioli, De Toma: "Manca la partita, ma mi sento più sicuro ad aspettare ancora"

La sincerità del giocatore del club capitolino: "Ricordo quelle sensazioni prima del match e mi auguro che con condizioni migliori si possano ripartire"

24 Febbraio 2021

Parioli De Toma

Parioli, il capitano dell'Under 19 De Toma (Foto ©GazReg)

Dalle parole dei ragazzi che abbiamo avuto il privilegio di poter ascoltare emerge un unico filo conduttore che le lega: la voglia di tornare a giocare partite vere, quelle che regalano emozioni indescrivibili sin dal giorno prima e che sono poi la ragione stessa per cui un giocatore sente il bisogno di praticare questo sport. Pensiero che viene fuori anche in quelle di Alessio De Toma, capitano dell’Under 19 del Parioli Calcio: "Dispiace non poter giocare la domenica e capire a che punto sei arrivato, sicuramente l’adrenalina prima del match è una sensazione che manca. Spero che si possa riprendere il campionato il prima possibile, come anche gli allenamenti di gruppo con la possibilità di fare delle partitelle. Purtroppo però la situazione è quella che è, mi sento più sicuro ad aspettare ancora un po’ e sperare così che quest’estate con condizioni migliori si possano disputare tornei o amichevoli". Perché se è vero che la possibilità di dare continuità alla preparazione settimanale può essere percepita quasi come una conquista rispetto al primo lockdown, nel quale ciò non era previsto, la modalità degli allenamenti individuali ha dei punti deboli notevoli: "Allenandoci senza poter dimostrare tutti i progressi la domenica in gara ufficiale è dura, viene a mancare quella motivazione che ti spinge a dare di più". Come anche dei lati positivi: "Nonostante questo si vedono dei miglioramenti a livello tecnico perché lavori tanto con la palla in modo solitario, e si mantiene anche una discreta forma fisica". Ad Alessio, pur essendo un classe 2003, è stata affidata la responsabilità di indossare la fascia di capitano della squadra. Alla luce di questo si può intuire come all’interno dello spogliatoio abbia un ruolo di leadership, a dispetto del suo essere un anno indietro con l’età rispetto a molti dei suoi compagni: "Voglio essere un punto di riferimento per il gruppo. Quando succede qualcosa, da capitano, devo prendermi la responsabilità". Questo aspetto risulta ancor di più se si considera che il centrocampista della società di Roma Nord è alla sua prima stagione (per così dire dato che non si è mai giocato) con questa maglia: "E’ il mio primo anno qui e mi sono trovato subito bene, però con il mister ci conosciamo ormai da più di 4 anni e mi ha già allenato in passato più volte". Non per altro, se non per le sue caratteristiche tecniche, si è preso subito un ruolo chiave all’interno del sistema di gioco, fungendo un po’ da metronomo di tutta la catena di montaggio: "Sono un regista, diciamo un po’ il “fulcro” della squadra perché detto i tempi di gioco. Posso anche fare la mezzala oppure il trequartista. Mi piacerebbe giocare da libero, andare a ricevere palla dal basso e creare qualche opportunità per i compagni". Gli orizzonti personali sono molto chiari, come anche i traguardi a livello collettivo che Alessio vuole raggiungere: "Quando ricomincerà il campionato l’obiettivo sarà quello di provare a vincere il campionato e provare a esprimere un buon calcio, seguendo i dettami del mister. Personalmente voglio lavorare duro e imparare ancora molto e poi chissà, magari sperare che arrivi una chiamata importante". Non sarà certo impresa facile, ma determinazione e volontà nel lavorare e migliorarsi sono ingredienti necessari per cercare di soddisfare i propri piani, provando ad evitare che nel bilancio finale sia presente la voce rimpianti.

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