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L'intervista

Pescatori, Saba: "Se tutti rispettassimo le regole, si potrebbe ripartire"

Voce al leader della formazione lidense: "La partita manca, ma credo che ora qualsiasi metodo di allenamento è sempre utile per mantenere la forma, sia calcisticamente che psicologicamente"

26 Febbraio 2021

Christian Saba

Il capitano della Pescatori Ostia, Saba

In un periodo complicato come quello che da ormai troppo tempo sta vivendo il movimento calcistico giovanile e, in generale, tutto lo sport, la forza di volontà dei ragazzi è da ricercare nella presenza costante agli allenamenti settimanali e nella loro voglia di sentirsi ancora bene nel fare calcio nonostante tutte le limitazioni. E' proprio questo che ritroviamo nelle parole di Christian Saba, capitano della Pescatori Ostia: "Credo che qualsiasi metodo di allenamento sia sempre utile per mantenere la forma, sia calcisticamente che personalmente. Allenarsi è comunque un buon modo per migliorarsi". Viene meno però probabilmente la parte fondamentale di qualsiasi sport, la meta finale: "La partita della domenica mi manca più di ogni altra cosa: i pensieri della sera prima, l'adrenalina negli spogliatoi, il discorso del mister, il riscaldamento. Non c'è niente di più bello della gara e spero di tornare a giocare e divertirmi quanto prima". C'è grande senso di responsabilità e consapevolezza nelle opinioni dell'attaccante classe 2002 che, nonostante la sua giovane età e la volontà di tornare a fare ciò che più lo stimola, preferisce aspettare tempi migliori affinché rimanga integra la salute di tutti. Certamente l'elemento che prevale su tutto: "Ovviamente facendo partite e amichevoli in settimana potremmo tenere meglio il ritmo partita e soprattutto la mentalità giusta, ma per il momento per restare più in sicurezza possibile bisogna adattarsi alle regole che ci sono. A mio parere, con le corrette e dovute precauzioni si potrebbe ripartire presto e me lo auguro con tutto me stesso". La sua storia d'amore con questo club ha origini addirittura precedenti alla sua nascita. Dalle sue parole si possono percepire quei sentimenti di gratitudine e senso di appartenenza per questi colori: "Sono qui da prima che nascessi perché la mia casa si trova al borghetto dei pescatori. Mio padre ancor prima che venissi al mondo era il capitano e devo ringraziarlo molto perchè mi ha trasmesso la passione per il calcio e per questa società. Da giocatore sono la bellezza di 13 anni vissuti qui. E' casa mia a tutti gli effetti, calcisticamente e non. Qui sento la stima e la fiducia di tutti, sono grandi persone e non lo dico per la mia decisione di rimanere qui a vita.” Per quel che riguarda l'aspetto meramente tecnico, Christian è un giocatore di qualità che può ricoprire quasi tutti i ruoli del reparto offensivo e che sente il bisogno di avere la palla nei piedi per poter inventare per sé e per gli altri: "Nasco come centrocampista offensivo, ma con il passare degli anni sono arrivato a fare l'attaccante. Il mister gioca con due punte e tra i due sono quello a cui piace più girare intorno al centravanti, una seconda punta insomma. Mi dà soddisfazione venire in contro ai centrocampisti per ricevere palla e lasciare spazio agli inserimenti degli altri compagni". Il capitano della Pescatori Ostia è molto deciso nel definire i traguardi da raggiungere nel momento in cui ci sarà la possibilità di tornare a competere per qualcosa di importante: "Per l'eventuale ripresa del campionato ci vogliamo far trovare pronti. L'obiettivo è quello di vincere e dare tutto in ogni match, poi vedremo dove possiamo arrivare. Personalmente spero di fare il maggior numero di gol possibili per aiutare la mia squadra a togliersi delle soddisfazioni".

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