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L'intervista

Ferlicca: "Un anno di inattività è duro, speriamo che tutto si risolva presto"

Il capitano della Corneto Tarquinia: "Durante il lockdown ho sentito molto la mancanza di tutti i miei compagni. Ci manca lottare per i nostri obiettivi"

05 Marzo 2021

Ferlicca

Il capitano della Corneto Tarquinia, Ferlicca

Crescere e giocare sempre per la stessa squadra è un qualcosa che non tutti possono dire di aver provato. Passare quattordici anni in una società calcistica vuol dire che quella società è stata più di una semplice squadra, è stata una seconda casa, una seconda famiglia. Ferlicca ha vissuto tutto questo ed ora è il capitano del Corneto Tarquinia: "Ormai sono quattordici anni che sono al Corneto Tarquinia. Questa società mi ha visto crescere non solo come calciatore, ma soprattutto come persona e come uomo. In questo campo, in questa struttura ho vissuto dei momenti emozionanti e bellissimi che solo chi ha giocato a calcio può capiree comprendere a pieno". Dalle sue parole si capisce quanto il giovane capitano sia legato alla società e quanto per lui questo sport rappresenti qualcosa di unico. Per tutti i ragazzi che amano questo sport, questa pandemia è stata un duro colpo da digerire. Ferlicca lo ha vissuto sulla sua pelle e ci ha raccontato quello che ha provato in questo lungo periodo: "Dopo un anno in cui non è stato possibile fare quello che amiamo, la voglia di tornare sul campo e lottare con i miei compagni è tanta. Purtroppo per via di questa pandemia, il giorno prima dell'inizio del campionato ci siamo sentiti dire che non avremmo potuto giocare e non nascondo che questo, in aggiunta alla già lunga assenza, è stato un brutto colpo. Eravamo tutti molto carichi ed emozionati. Dopo una lunga attesa stavamo preparando il nostro ritorno e quindi il ricevere questa decisione all'ultimo è stato un brutto colpo - continua - Durante il periodo del lockdown ho sentito molto la mancanza di tutto ciò che gravitasse intorno al mondo del calcio. Spogliatoio, il gruppo, tutto quanto. In parte con gli allenamenti abbiamo ritrovato quello che ci piace fare, ma l'assenza della partita pesa molto. Tutte le emozioni, l'atmosfera che si respira nello spogliatoio e tutto quello che si porta con sé non possono essere sostituite. Ora possiamo solo aspettare e rispettare le regole con la speranza che tutto si risolva il prima possibile nel miglior modo per tutti. Stiamo perdendo molte occasioni per divertirci e crescere che solo il calcio ti può dare. L'ambiente calcistico è unico e per questo ci manca tanto". Nonostante lo stop, nonostante tutta questa situazione, un buon capitano deve sempre tenere il gruppo unito e tracciare degli obiettivi, anche se, come in questa situazione, diventa tutto più complicato: "L'obiettivo stagionale della squadra era quello di fare il meglio possibile e andarcela a giocare con tutte le squdre senza far caso al nome. Ora è difficile pensare ad un nuovo inizio, ma in ogni caso non cambieranno gli obiettivi. A livello personale invece il mio obiettivo è quello di dare sempre il massimo e crescere sempre di più aiutando la squadra a raggiungere tutti i risultati prefissati". Ogni ragazzo che ama il calcio, sogna e si ispira a qualche giocatore che spesso gioca nella sua squadra del cuore. Ferlicca non fa eccezione e ci dice quelli che sono i suoi idoli dal quale ha preso ispirazione:" Il mio idolo calcistico a livello tecnico, da buon milanista è Kakà. Mentre un giocatore che mi ha colpito molto e che ho ammirato tanto è stato Gattuso. Di lui ho sempre ammirato i valori che trasmetteva in campo e la persona che è".

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