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l'intervista

Hermada, Morellato: "Spero che lo Stato non si dimentichi dei ragazzi"

Le parole del giocatore rossoblù: "Ci piacerebbe ricominciare a fare ciò che ci rende liberi, è un periodo difficile per noi"

10 Marzo 2021

Hermada Morellato

Hermada, il capitano dell'Under 19 Morellato (Foto ©De Cesaris)

Borgo Hermada, frazione e borgo del comune di Terracina, a livello calcistico viene rappresentata dall’SSD Hermada una società in forte crescita nel panorama laziale. La partecipazione dell’Under 19 al campionato di élite è senza dubbio un traguardo importante e, prima dello stop, l’inizio era anche stato promettente. È dello stesso pensiero il capitano Riccardo Morellato: "Dopo la scorsa annata, non ho avuto alcuna esitazione a rimanere a borgo Hermada. Sono rimasto per portare la mia esperienza e la mia voglia ad una squadra giovane come la nostra. La maggior parte di noi non ha mai militato in un campionato élite, io compreso, ma quando ho accettato questa sfida mi sentivo pronto per questo passo. Conosco bene il mister Sbaraglia e tutto il gruppo, possiamo toglierci soddisfazioni". Il capitano spesso è quel giocatore che milita da più tempo all’interno della rosa. Ma non è sempre così, Morellato ad esempio ci dice la sua riguardo il suo approdo in questa squadra e la sua reazione alla notizia che sarebbe stato il capitano: "Sono solo due anni che faccio parte dell’Hermada, ma in tutta sincerità posso dire che il progetto e mi ha colpito subito e la società mi ha accolto e mi ha fatto sentire a casa.  La voglia di crescere è tanta e questa dirigenza non ha nulla da invidiare alle società più blasonate – continua poi - Arrivata la notizia della fascia da capitano ho capito sin da subito che dovevo dare il 100% cosicché i miei ragazzi avrebbero avuto un buon esempio e soprattutto di ho cercato di fargli capire che l’avrei difesi in qualsiasi occasione". Il Covid-19 è stata una tegola per tutte le società e per tutti i ragazzi che ci militano. Affrontare e cercare di superare questa situazione mette a dura prova la pazienza e la voglia di continuare a credere in quello che si fa soprattutto per tutti quei ragazzi che giocano per amore e non per soldi. Però, quando si ha una società presente e che ti supporta anche in questi periodi, mollare tutto diventa più difficile: "Durante questo periodo abbiamo continuato ad allenarci singolarmente per essere pronti per la ripresa. Devo dire grazie alla società che ha fatto in modo di permettere la riuscita degli allenamenti in pieno rispetto delle leggi anti Covid. Dal canto mio c’è sempre la speranza che lo stato non si scordi di noi, cioè dei semplici ragazzi dilettanti che fanno questo sport per divertimento e passione Questo periodo è difficile per tutti ma noi vorremmo solo ricominciare a fare ciò che ci rende liberi, ti parlo a nome di ragazzi che avevano voglia di dimostrare che anche un piccolo borgo poteva dare fastidio a squadre abituate a calcare determinati campi, l’avevamo dimostrato anche andando a vincere in un campo difficile contro una squadra attrezzata per fare bene come l’Altletico 2000, spero solo che il il campionato possa riprendere in modo di dimostrare a tutti chi siamo e che la salvezza ci sta stretta. Tutto questo però sarà possibile solo con il duro lavoro e dando ascolto al mister. Una cosa a cui tengo molto è tenere lo spogliatoio unito". Infine il capitano ci racconta chi è sul campo e a chi si ispira: "Essendo un difensore centrale 'vecchio stampo' sono cattivo quando serve e molto aggressivo (forse anche troppo). Mi faccio guidare dal mio istinto e posso dire di avere un buon fiuto del gol. Il mio idolo è sempre stato Daniele De Rossi, ho sempre cercato di emulare la sua voglia di non mollare mai, il suo agonismo e la sua dote da leader, un giocatore che darebbe anche l’ultima goccia di sangue pur di difendere la propria squadra".

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