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L'intervista

Atletico Vescovio, Pietrobattista: "E' dura essere privati di ciò che amiamo"

Il capitano biancorosso fa il punto: "Stiamo continuando ad allenarci con tanta voglia e fame, come se dovessimo affrontare una partita. Questo è l'atteggiamento giusto da tenere"

12 Marzo 2021

Pietrobattista

Alessio Pietrobattista, capitano del Vescovio Under 19

Essere un calciatore dilettante in questo determinato periodo storico vuol dire molto. Da ormai un anno tutti stiamo vivendo una situazione surreale che ha cambiato tutti gli schemi della nostra vita. Tutti quei ragazzi che militano e che militavano (perché sì, in tanti hanno abbandonato) nelle categorie dilettantistiche  e che si trovavano a rincorrere i loro sogni, a fare quello che amavano e a vivere le mille emozioni che questo sport sa regalare  da ormai un anno stanno vivendo una situazione surreale che ha cambiato tutti gli schemi della loro vita. Naturalmente a risentirne non sono stati solo loro, ma tutti noi. C’è da dire però che molti di loro si sono sentiti abbandonati e non supportati dallo Stato. È di questa idea il capitano dell’Atletico Vescovio categoria U19 Élite, Alessio Pietrobattista che esordisce così durante la nostra intervista: "Vorrei iniziare dicendo che alla nostra età essere privati di ciò che amiamo è duro da sopportare". Una frase che rimbomba nella testa di molti giovani che si trovano nella sua stessa posizione. Pietrobattista nonostante sia da poco arrivato in questa società, sin da subito ha conquistato il mister e il gruppo venendo eletto capitano: "Io arrivai al vescovio lo scorso anno a metà stagione, ero pronto a cominciare una nuova avventura con una squadra che sapevo fosse forte. Il primo giorno di allenamento venni accolto benissimo da tutti mi sono sentito subito a casa in una società nuova e questo mi ha aiutato subito ad intendermi con i compagni". Però, in seguito a questo inizio così bello e promettente, è arrivato il Covid a rovinare tutto: "Dopo questo inizio ricco di aspettative la cosa peggiore e che non mi sarei mai aspettato fu la sospensione dei campionati e la conseguente chiusura, dovuta al lockdown. Eravamo in un bel periodo ci divertivamo con lo sport che amavamo, quei mesi sono stati difficili – continua poi con la nuova stagione - Con la nuova stagione abbiamo avuto uno spiraglio per poi in breve tempo tornare di nuovo alla chiusura, purtroppo. Avevamo grandi pretese per il campionato ma ci siamo rassegnati. Nonostante ciò noi abbiamo continuato e stiamo continuando ad allenarci con tanta voglia e fame, come se dovessimo affrontare una partita perché questo è quello che piace a noi. In riferimento al periodo del lockdown devo ammettere che è stato spiazzante, nessuno si immaginava situazioni del genere, con la squadra ci siamo sentiti tra messaggi di gruppo e dirette su Instagram, ma il campo ci mancava tanto...più ne parlavamo e più sentivamo il bisogno di dover tornare a fare quel che ci piace di più. Quando ci è stato accennato di una possibile ripartenza il primo pensiero è stato e continua ad essere quello di trovare una qualsiasi soluzione pur di poter giocare a calcio. Io ci spero vivamente perché comunque è anche giusto che noi abbiamo la nostra possibilità di divertirci". Speranza e determinazione, due cose che nella mente di Pietrobattista non mancano Lui che grazie alle sue doti tecniche e mentali ha raggiunto obiettivi importanti e spera un giorno di poterne raggiungere altri ancor più significativi: "Sono un difensore duttile e intelligente che ricopre tutti i ruoli della retrovia.  Il mio piede naturale è il destro ma utilizzo molto anche il sinistro. Quando vengo utilizzato da terzino utilizzo molto la mia velocità nella fase offensiva. Nel corso della mia carriera ho vinto due titoli regionali, uno giocando sott’età e il mio obiettivo, oltre a potermi tornare a divertire, è perché no quello di pensare anche ad un futuro in una squadra di serie maggiore. Questo è quello in cui credo e ambisco".

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