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l'intervista

Astrea, Gabriel Sangermano "C'è la sensazione di aver buttato due anni"

Il capitano biancazzurro ripercorre lo stop al calcio dilettantistico e commenta le difficoltà che sta vivendo a livello sportivo

18 Marzo 2021

Gabriel Sangermano

Gabriel Sangermano, capitano dell'Astrea

A un anno dallo scoppio della pandemia il calcio giovanile è ancora fermo e ci sono forti dubbi sulla ripresa dei campionati prima della prossima stagione. Molte competizioni sono state interrotte sul nascere, mentre altre non sono nemmeno cominciate. Ragazzi di tutte le età si sono visti privare per un lungo periodo dello sport che amano, ma anche di una valvola di sfogo, di un momento di socialità fondamentale fino a quel momento nelle loro vite. Proseguiamo con la rubrica di interviste ai capitani per continuare a dar voce ai protagonisti del calcio giovanile laziale. Questa volta ha parlato con noi Gabriel Sangermano, capitano classe 2001 dell’Astrea, che fa parte del girone A della categoria Elite. Gabriel è nella società da otto anni, ma è capitano soltanto da questo e, come molti, non ha quasi mai indossato la fascia. "All’Astrea sono cresciuto e continua a essere un onore giocare per questa squadra ed esserne il capitano". Il 2020 è stato complicato e il nuovo anno non è partito nel migliore dei modi: "A livello personale ho avuto alti e bassi per via di questa situazione, nessuno si è potuto esprimere al meglio e c’è la sensazione di aver buttato due anni sportivamente parlando". Le speranze però non mancano, anche a 12 mesi dall’inizio della pandemia: "La squadra è in ottima forma, ci alleniamo sempre al massimo e la voglia di ricominciare è molta". L’Eccellenza ripartirà, mentre ancora non ci sono novità per quanto riguarda i campionati giovanili e per un capitano è sempre più difficile motivare i suoi compagni senza un obiettivo preciso: "La motivazione deve esserci sempre, non bisogna mai buttarsi giù. Personalmente cerco di spronare i miei compagni e chiedere loro uno sforzo in più anche con l’aiuto del mister". Il Covid ha inevitabilmente contributo ad aumentare il prematuro abbandono delle attività sportive, soprattutto in una categoria così particolare come l'Under 19: "Io non ho mai pensato di smettere e non conosco nessuno che ha fatto questo pensiero. Il calcio è la mia vita e non riesco stare senza". Tra le tante cose che sono cambiate figurano anche gli allenamenti, ormai infatti al campo ci si può esercitare soltanto individualmente: "E’ una modalità che non mi piace fare particolarmente. Adoro la partitella, mentre questi allenamenti sono noiosi anche se ormai ci siamo abituati ed è diventata la normalità". Gli obiettivi di molte squadre non sono cambiati, e tra queste c’è anche l’Astrea di Gabriel: “Disputiamo un campionato elite e non siamo tra quelle che devono arrivare prime. Posso soltanto dire che sarà il campo a decidere la nostra dimensione e che noi lavoriamo per arrivare in alto. L’obiettivo primario è la salvezza, ma io credo nei miei compagni voglio lasciare la parola al calcio giocato”. E a livello personale: "Spero di andare avanti come tutti i calciatori e, come gli attaccanti centrali, ogni sabato voglio fare gol ed essere il capocannoniere del campionato". La stagione dell’Astrea non era partita nel migliore dei modi e il capitano la riassume così: "La prima di campionato è sempre un’emozione. Noi eravamo entrati per fare risultato e siamo usciti con un pareggio, mentre nella seconda, contro la favorita Vigor Perconti ce la siamo giocata. Abbiamo avuto tante occasioni per vincerla, ma la palla è rotonda e negli ultimi minuti abbiamo subito la rimonta".

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