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l'intervista

Almas, Delmuto: "Lo stop delle giovanili? Ormai c'è rassegnazione"

Il trascinatore dei biancoverdi racconta le sue sensazioni: "È triste pensare di aver perso tutti questi mesi alla nostra età"

24 Marzo 2021

Almas Delmuto

Almas, il capitano dell'Under 19 Delmuto (Foto ©GazReg)

"Non chiamatemi eroe…io sono semplicemente un calciatore" diceva Iniesta, leggenda blaugrana che da anni insegna calcio e ispira i più giovani. Tra i calciatori che sognano sulle orme del talento spagnolo c’è Simone Delmuto, che da due anni veste la maglia dell’Almas per la quale porta al braccio anche la fascia da capitano: "Sono un romanista cresciuto con l’idolo di Iniesta. È l’unione perfetta tra attaccante e centrocampista e a mio parere ha completamente stravolto il concetto di calcio. Tuttavia, se dovessi sperare nel miglior futuro possibile per me, sarebbe avere la possibilità di giocare per la squadra che tifo fin da piccolo. Sono due anni che gioco per questa società e quest'anno ho avuto la fortuna e l’onore di esserne capitano. Il mio ruolo comporta la responsabilità di tenere unito il gruppo, soprattutto in questa situazione storica in cui ci troviamo". Ed è proprio questa “situazione” che ha sconvolto tutti i suoi piani e quelli della sua squadra che aveva iniziato nel modo migliore la stagione: "Il campionato era partito sorprendentemente bene contro le aspettative comuni, con una vittoria importantissima contro una delle favorite, la Lodigiani. Quello è stato senza dubbio il momento più bello perché abbiamo dato prova di determinazione e compattezza". Lo stop ha portato, oltre che ad una preparazione fisica minore, anche ad un crollo del morale di tutto il calcio giovanile e dilettantistico, alimentato anche dalla consapevolezza che quest’anno l’adrenalina della sfida domenicale rimarrà solo un ricordo: "Non nascondo che c’è ormai un clima di rassegnazione da parte di tutti. È triste pensare di perdere tutto questo tempo alla nostra età perché nel calcio il fattore tempo è determinante. D’altra parte, la voglia di lavorare e continuare c’è sempre stata e per un breve periodo siamo riusciti a fare lavori individuali. Da casa non è sicuramente la stessa cosa, neanche lontanamente paragonabile ad un vero ambiente squadra - società. A livello fisico la forma si può recuperare anche in un mese o poco piú, ma l’abitudine al gioco e al campionato richiederà più tempo. Questo è un aspetto che purtroppo subirà un grande contraccolpo, quindi sul piano mentale si dovrà cercare di lavorare al rientro". L’ingiusta scelta di far ripartire alcuni campionati è stata sicuramente una delusione per chi come lui sperava di poter riprendere i campionati in fretta e che ora spera solo di poter tornare a quella normalità e a quel calcio che tutti amano: "Non ho capito la decisione di far riprendere solo alcuni campionati, dal momento che tutti avrebbero diritto a continuare se le condizioni lo permettessero. È sicuramente una scelta dettata da motivazioni economiche. Spero di ritagliarmi un ruolo in qualche prima squadra di buona qualità il prossimo anno, magari in Eccellenza o in Promozione, perché sono sempre stato un fanatico del lavoro e non ho paura di mettermi in gioco. Ho pensato in questo lungo periodo di smettere ma alla fine non l'ho mai fatto perché il gruppo che si è creato era ben coeso ed organizzato e perchè il calcio per me è sempre stato una costante. Essendo una persona profondamente competitiva ho trovato massima espressione in questo sport, mi sento quindi di consigliare a tutti i ragazzi che stanno pensando di mollare di non farlo e di continuare a tenersi in forma con la speranza di ricominciare il prima possibile".

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