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L'intervista

Vis Subiaco, Scattone "Questa società è come una seconda famiglia"

Il capitano sublacense, che affrontava l'Elite per il primo anno, racconta come sta vivendo lo stop del campionato

25 Marzo 2021

Cristian Scattone

Cristian Scattone, capitano della Vis Subiaco

Dopo quasi un anno di totale astinenza di calcio dilettantistico e giovanile, ormai possiamo considerare il Covid come uno di quegli eventi che cambiano la storia, uno spartiacque decisivo che ci farà considerare il calcio in due epoche: prima e dopo il Covid. Questo anno di astinenza per i giovani calciatori e per tutti quei ragazzi che nel calcio vedono un obiettivo, una valvola di sfogo o semplicemente una passione, è stato un anno contrassegnato da incertezza e, la sensazione di essere stati abbandonati cresce sempre di più. Noi di Gazzetta Regionale, grazie alla nostra rubrica Parola al Capitano cerchiamo di cogliere quelle sfumature nascoste e spesso ignorate dalle istituzioni che aleggiano nelle menti dei giovani capitani delle squadre del panorama calcistico laziale. Cristian Scattone è il capitano della Vis Subiaco, un gruppo che in tre anni è riuscito a raggiungere un traguardo importantissimo e per molti utopico: in tre anni sono passati da partecipare ai campionati provinciali a giocare nel massimo campionato, l’Elite. Proprio per questo, per i ragazzi della Vis Subiaco capitanati da Scattone, questa stagione sarebbe stata importantissima perché sarebbe stato il coronamento di un percorso lungo tre anni e gli avrebbe consentito di capire se l’Elite facesse al caso loro. Tra una lezione di DAD e l’altra, Scattone ci ha raccontato che significa per lui far parte della Vis Subiaco e il legame che c’è con tutti i componenti del gruppo squadra "Innanzitutto vorrei dire che per me la Vis Subiaco è una seconda famiglia. Sono cresciuto insieme con tutti i miei compagni, sia dentro il campo sia fuori dal campo. Giochiamo insieme sin da quando siamo piccoli e con l’impegno e la dedizione che ci hanno contraddistinto ci abbiamo sempre messo tutto" Tutto l’impegno citato da Scattone ha portato la sua squadra al campionato di élite e, proprio per questo non poterlo giocare è stata una forte delusione: "Arrivare a giocare un campionato di Elite era il nostro obiettivo e ci siamo riusciti.  Come già detto siamo molto legati tra noi e questo ci dà una forza maggiore. Cia siamo sempre impegnati al massimo e ci abbiamo sempre creduto, quest’anno l'obiettivo era quello di dimostrare che anche in uno dei campionati più importanti, avremmo potuto dire la nostra, che ci saremmo potuti stare e che soprattutto non ci spaventano le sfide visto il nostro cammino. Per noi non c’erano dubbi su questo, volevamo toglierci qualche soddisfazione, qualche sassolino dalla scarpa visto che l'inizio era stato molto promettente. Quindi posso dire che l'obiettivo era quello innanzitutto di divertirci e poi di dimostrare che eravamo in grado e che siamo all'altezza di essere lì.  Sarebbe stato bello godersi quello che faticosamente ci eravamo guadagnati nei due anni precedenti, però così non è stato.  Come si dice in questi casi la speranza è l'ultima a morire e vedremo ciò che succederà. Naturalmente la speranza è quella di poter tornare a giocare, quella di poter tornare a divertirci e allenarci in gruppo. Insomma, di riprendere almeno un pezzo una vita normale".

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