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l'intervista

Atletico Lariano, Privitera: "Stop alla stagione? C'è tanta delusione"

Il trascinatore della squadra gialloverde: "Quest'anno ci saremmo potuti togliere delle belle soddisfazioni, avevamo un ottimo gruppo"

31 Marzo 2021

Atletico Lariano Privitera

Atletico Lariano, il capitano dell'Under 19 Privitera (Foto ©GazReg)

"Non c’è altra squadra oltre all'Atletico Lariano dove mi vedo anche in futuro". È la dichiarazione d’amore di Valerio Privitera per la società in cui da circa otto anni coltiva il sogno di giocare a calcio e per la quale oggi indossa la fascia al braccio nella categoria Under 19: "Sono qui da quando ero poco più di un bambino. Per me essere capitano è un grandissimo onore: inizialmente vedevo questo ruolo solo come una figura ma crescendo e maturando ho capito la sua reale importanza apprezzandola ancor di più. Con questa responsabilità addosso sono cambiato prendendo tutto molto più seriamente". La maglia del Lariano, indossata solo per una volta nell’attuale stagione è riposta ora in un cassetto, in attesa che tutto possa tornare alla normalità: "Avevamo disputato una partita prima dello stop definitivo, che purtroppo abbiamo perso e alla quale non ho potuto partecipare a causa di un infortunio. Sono convinto che quest’anno ci saremmo potuti togliere molte soddisfazioni perché abbiamo un’ottima squadra, con molti ragazzi più piccoli e validi ed altri con più esperienza. Durante lo scorso lockdown la società ci ha fornito programmi di allenamento da svolgere a casa grazie ai nostri preparatori, mentre negli ultimi mesi abbiamo svolto esercizi individuali quando possibile rispettando sempre le misure di sicurezza. Uno stop del genere influisce tantissimo a livello fisico, poiché si perde il duro lavoro fatto negli anni. Credo che la voglia di ricominciare sia più grande di tutto il resto e siamo impazienti e carichi per ripartire. Per riprendere una forma ottimale ci vuole una preparazione adeguata, nel giro di qualche mese si potrà tornare ad una buona forma". Diversamente da altre categorie, alle giovanili non è stata permessa la ripresa del campionato, decisione che incide inevitabilmente anche sul morale di questi ragazzi che sempre più spesso scelgono di abbandonare la loro passione: "C’è grande delusione, la società si è attrezzata in tutti i modi per consentirci di giocare in sicurezza ma nonostante ciò non si è mai veramente potuto ripartite. Stiamo vivendo un qualcosa di mai visto e la sicurezza deve esser messa al primo posto. Non mi trovo molto d’accordo con le decisioni prese e il tempismo con cui sono state effettuate, ma credo che le squadre professionistiche e i loro giocatori possano giocare con più tranquillità, mentre in categorie minori non sarebbe potuto accadere. Questo stop mi ha fatto pensare di smettere, anche perché vengo da un infortunio abbastanza pesante. Riflettendoci a fondo ho capito di voler continuare perché di questo sport mi mancherebbe tutto". È proprio quel pallone che finora gli ha fatto vivere le soddisfazioni più grandi e che l’ha fatto crescere nei momenti più difficili che ora ricorda con ironia: "Vorrei continuare a giocare con la squadra del mio paese e vincere qualcosa con i ragazzi della Juniores ai quali sono molto legato. Sul campo ho tanti ricordi belli, come il finale di stagione di due anni fa, quando dopo un brutto inizio di campionato ci siamo ripresi e siamo riusciti ad agguantare la possibilità di giocare il play out per la salvezza. Ricordo gli spalti erano pieni e io la sentivo particolarmente in quanto ero il più piccolo ed ero capitano. Alla fine ci salvammo. Di ricordi brutti fortunatamente non me ne vengono molti, ma lo scorso anno per oppormi ad un tiro avversario mi si ruppe una costola, sono questi i rischi del mestiere".

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