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l'intervista

Roccasecca, Alex Gargiulo "Voglio tornare in campo per dare il 100%"

Il capitano biancazzurro soffre per l'isolamento di questi giorni e si augura di poter ritornare preso ad allenarsi e giocare

02 Aprile 2021

Alex Gargiulo

Alex Gargiulo, capitano del Roccasecca

L'ordinanza firmata dal ministro Speranza lo scorso 12 marzo, che ha portato il Lazio in zona rossa a partire dal 15, ha interrotto anche l'unica valvola di sfogo di questi ragazzi, i quali fino a quel momento perlomeno non avevano mai perso il contatto con il campo. Molti addetti ai lavori nel mondo del calcio giovanile parlano di abbandono da parte delle istituzioni nei confronti dei giovani. Le società e gli staff tecnici hanno operato al meglio delle loro possibilità per permettere a questi ragazzi di continuare negli allenamenti, per cercare di imprimere degli stimoli che li potessero spingere a non abbandonare lo sport. Ovviamente le motivazioni non erano le stesse, come ci confida anche il capitano del Roccasecca, Alex Gargiulo: "Per quanto riguarda gli allenamenti individuali ovviamente non era la stessa cosa rispetto alla situazione in cui poi pensavi in funzione della partita della domenica. Lì c'era una determinazione e una voglia maggiore, ora vengono meno gli stimoli". Altro fattore non da poco era il mantenimento dei contatti con lo spogliatoio, aspetto di fondamentale rilevanza in uno sport di gruppo come il calcio, nel quale le relazioni tra compagni sono alla base di tutto: "Con i miei compagni c'è un bel rapporto, mi sono trovato molto bene ed ho legato con loro, anche se è durato poco perché poi ci hanno nuovamente fermato. Tuttavia - prosegue il leader difensivo dei biancazzurri - di smettere non ho mai pensato. Mi alleno sperando che un giorno ci permetteranno di ripartire normalmente". La sensazione che traspare dalle parole Alex è quella di isolamento, di dispiacere per tutto ciò che sta accadendo ma, allo stesso tempo, di impotenza: "Non vivo il periodo nel migliore dei modi, come molti credo. Sono bloccato dentro casa, non vedo più nessuno, non ho più contatti con gli amici. Mi manca moltissimo avere contatti col mondo esterno" La reazione di un ragazzo di carattere e tempra, invece, viene fuori nel momento in cui dichiara i suoi prossimi orizzonti da perseguire in ambito calcistico "Spero di tornare in un campo da calcio presto per disputare delle gare. Voglio allenarmi sempre al 100% per raggiungere il mio obiettivo più grande che è quello di arrivare più in alto possibile. Un traguardo che non termina mai e bello proprio per questo" L'amore che prova Alex per il calcio è intenso, forte al punto che: "Il fatto di non giocare è come se avessero cancellato una parte di me. L'importanza di fare questo sport per me è imparagonabile. Gioco da quando avevo 5 anni e l'ho fatto sempre con passione e volontà di migliorarmi" Essere il capitano, il leader carismatico della squadra è appunto la sublimazione di questa sua grande dedizione: "Essere capitano per me è una responsabilità importante. Bisogna essere sempre i primi a spronare gli altri e a trovare le motivazioni non solo per sé stessi, ma anche per i propri compagni. Il capitano deve essere colui che dà la forza alla squadra quando le cose non vanno come vorremmo. Spero che i miei compagni apprezzino quello che faccio". Per quanto concerne il suo legame con il club frusinate, i sentimenti predominanti sono affetto e riconoscenza: “Con la società ho un buonissimo rapporto, sono qui da 5 anni e da subito mi sono trovato splendidamente. Il mister è nuovo e lo conosco da poco, ma ci ho legato subito perché la reputo una bravissima persona, sempre disponibile con tutti".

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