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L'intervista

Ostiamare, Colantoni: "Girone competitivo, ho fiducia ma non facciamo proclami"

Il tecnico dei gabbiani è pronto per affrontare la nuova stagione in un girone tutto laziale

10 Settembre 2021

Francesco Colantoni

Francesco Colantoni allenatore Ostiamare (Foto ©Claudio Spadolini)

Sono da poco usciti i gironi nazionali e le squadre laziali sono tutte raggruppate nel girone I. L’Ostiamare di Francesco Colantoni è sicuramente una delle squadre da tenere sotto controllo e, il tecnico dei gabbiani, ha rilasciato un commento sul girone: "Sono contento che il girone sia tutto laziale, questo ci permetterà di confrontarci con le altre realtà della regione. Devo dire che è molto competitivo, ci sono tante squadre importanti e sarà sicuramente un bel campionato". La categoria è prestigiosa, Colantoni lo sa, e per questo ha deciso di lavorare fortemente nella preparazione: "Stiamo lavorando dal 16 di agosto, abbiamo fatto diverse amichevoli e continueremo a farle, tutto questo per cercare di arrivare pronti all’inizio del campionato. La rosa è composta da un bel blocco di 2004 con cinque/sei ragazzi del 2003 che sono rimasti dall’anno scorso. Ho a disposizione un gruppo valido che ha tanta voglia di lavorare e soprattutto con ampi margini di crescita. Io e la società crediamo molto in loro e siamo convinti di poter far bene”. Il tecnico dei lidensi, nonostante sia consapevole della forza del suo gruppo e delle aspettative intorno alla squadra, ci tiene però a non fissare un obiettivo minimo di classifica rimandando le considerazioni durante la stagione: "L’obiettivo è sicuramente quello di fare un campionato importante ma allo stesso tempo penso che fare troppi proclami non sia opportuno. Bisogna lavorare e cercare di fare bene, poi durante la stagione vedremo quello a cui potremo puntare. Tutto questo dipenderà dal lavoro settimanale e della crescita che andremo a intraprendere anche perché, il mio obiettivo principale come allenatore, è quello di far crescere i ragazzi e prepararli al calcio dei grandi. Voglio farli passare dal settore giovanile al calcio che conta in modo che non siano più considerati dei ragazzi ma dei uomini”.

 

 

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