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Montespaccato, Morigi: "I miei ragazzi devono essere affamati per arrivare in fondo"

Il tecnico azzurro analizza la stagione che ha visto la sua squadra conquistare il girone B e suona la carica in vista delle fasi finali

18 Maggio 2022

Montespaccato, Morigi: "I miei ragazzi devono essere affamati per arrivare in fondo"

Mister Walter Morigi con il suo Montespaccato

Il Montespaccato ha chiuso il proprio percorso stagionale al primo appaiato con il Tor di Quinto a 67 punti ma, in virtù degli scontri diretti a favore, la squadra di Walter Morigi ha conquistato il primato. Il percorso del Montespaccato è stato di assoluto valore: 22 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta, con tanto di 142 goal fatti, cifra davvero mastodontica considerando le 24 partite giocate. Dopo il turno di riposo di quest'ultimo weekend ne arriverà anche un altro, perché gli azzurri entreranno direttamente al secondo turno nei playoff, giocandosi le proprie carte per il titolo regionale, con il sogno di poter partecipare alla prima fase nazionale di categoria. Walter Morigi, allenatore del Montespaccato, ci ha parlato del cammino dei suoi e dei suoi pensieri in vista degli spareggi, oltre che di questa fresca novità riguardante la fase nazionale.

Mister, sentiti complimenti per il primo posto conquistato con il suo Montespaccato. Analizzando la classifica, si sarebbe mai immaginato a inizio anno una graduatoria così spezzettata? La sua squadra assieme al Tor di Quinto ha letteralmente distrutto il girone, tenendo a debita distanza la Boreale DonOrione.

Sinceramente non immaginavo una classifica così spaccata. Credo che, trattandosi di una categoria tutto sommato nuova, le società laziali non ci abbiano creduto abbastanza. Di sicuro mi aspettavo che le nostre principali rivali sarebbero state la Boreale e il Tor di Quinto, ma non immaginavo un distacco così ampio tra le prime della classe e le restanti compagini del raggruppamento. Dal canto nostro siamo partiti con grande calma, ritrovandoci in vetta e andando a vincere il fondamentale scontro diretto con il Tor di Quinto. Certamente dispiace la sconfitta invece contro la Boreale, ma ci è servita per rimetterci in carreggiata andando a recuperare quella bella espressione di gioco che ci aveva fino a quel momento contraddistinto.

La cifra di gol segnati dai suoi ragazzi ha raggiunto cime imperiose. 142 goal fatti in 24 partite rappresentano la media di 5.9 goal fatti per match, subendo al contempo solo 11 reti. Come si gestisce una potenza di fuoco simile mantenendo un solido equilibrio?

Abbiamo un parco attaccanti decisamente importante, composto da ragazzi provenienti da categorie importanti, con trascorsi in Elite. Ma tra i due numeri a me interessa maggiormente il secondo, quello relativo agli undici goal subiti. Secondo me è questo il dato che va a sottolineare l’impegno e il sacrificio dei ragazzi nel non subire reti. Reti che tra l’altro vanno valutate, perché tra le tante cose ad esempio siamo stati molto bravi nei calci piazzati. Tra l’altro avevo un patto coi miei ragazzi per lunedì riguardo il portarsi a casa la porta inviolata: senza subire reti avrei risparmiato loro una serie di ripetute, quindi avevano sicuramente un buon motivo per impegnarsi ancora di più. Mi interessa andare a formare le mie squadre soprattutto dal punto di vista dei singoli, perché magari l’anno prossimo la consegnerò ad un altro mister, con altre idee. Lavoro quindi sulle individualità proprio per cercare di aiutare il più possibile i miei ragazzi nella loro formazione, cercando di spingerli verso il mondo dei grandi, che è la cosa che conta maggiormente per me.

I playoff si avvicinano e la squadra entrerà al secondo turno. Visto il turno di riposo di quest'ultima giornata, come valuta questa sosta prolungata in vista degli spareggi?

Siamo contenti di essere arrivati primi ed aver evitato in questo modo il primo turno, perché nelle fasi finali tutto si azzera, cambiano le motivazioni e qualsiasi squadra rappresenta un pericolo importante. Purtroppo però ciò è avvenuto in concomitanza col nostro riposo in campionato, portandoci ad una pausa prolungata di due settimane. Allo stesso modo questo tempo mi sarà sicuramente utile per preparare i ragazzi ai playoff, devo far capire loro che da questo momento in poi tutto si azzera e c’è bisogno di più fame. Occorre che si scordino delle vittorie nette e senza storia, nessuna partita è scontata. In relazione a ciò ricordo con grandissimo piacere e orgoglio l’annata in cui siamo riusciti a vincere in semifinale sul Tor di Quinto, squadra di cui ho un grandissimo rispetto, conoscendo la passione del suo presidente e le rose di valore che annualmente costruisce. C’è poco da dire, i miei ragazzi devono essere affamati per arrivare fino in fondo.

 

Da quest’anno i campioni regionali del Lazio parteciperanno alla fase finale nazionale con le nove vincitrici provenienti da altre regioni. Quale è il suo pensiero riguardo questa novità?

Questo è il mio piccolo sogno nel cassetto. Sarebbe per me la prima volta in una fase nazionale e sarei veramente contento per i miei ragazzi. Perché non hanno magari avuto la possibilità di mettersi in mostra nel campionato principale, quindi questa sarebbe per loro una enorme vetrina. Così da potersi conquistare l’opportunità di aggregarsi a qualche prima squadra, magari in Eccellenza o perché no in Serie D. Non esiste solo la Serie A, e questo per me è fondamentale da tenere a mente.

 

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