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1ª Categoria
16 Marzo 2026
Pierpaolo Lauretti, tecnico dell'Hermada (©Mennella)
L'Hermada si conquista il posto di prima antagonista del Sabaudia, capolista nel girone H. I rossoblù sono saliti al secondo posto a -3 dalla battistrada grazie al successo in casa del Sonnino e al contemporaneo pareggio della prima della classe con l'Agora, superata proprio dagli uomini di mister Lauretti.
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Un incastro deciso dal calendario che ha però messo in luce il percorso di qualità fatto dalla formazione sud pontina, la quale da inizio stagione ha risalito a piccoli passi la graduatoria fino ad arrivare a giocarsi il successo con i gialloblù. E almeno altre quattro squadre, a vedere la classifica: ben otto le formazioni racchiuse in dieci punti. Il lavoro del tecnico e dello spogliatoio, dunque, sta pagando
Mister, era questo il cammino che aveva immaginato per la sua squadra ad inizio stagione?
"Sono sempre stato convinto delle qualità di questo gruppo, già ottimo l'anno scorso ma ulteriormente cresciuto con alcuni innesti mirati fatti in estate. Siamo cresciuti in esperienza, carisma e carattere: questi sono stati i fattori che mi hanno indotto ad un ottimismo palese. Ora che siamo lì, dobbiamo provarci fino all'ultimo".
Quali sono gli ingredienti necessari per restare lassù a giocarsela?
"Il calcio di oggi è molto fisico, quindi quello è l'aspetto preminente. Serve sacrificio dal quel punto di vista, farsi trovare sempre pronti e lavorare con un gruppo numeroso. Inevitabilmente abbiamo gente più pronta e qualcuno rimasto indietro, ma alla lunga si poteva mettere in conto visto che il nostro è un girone molto duro. Sabaudia e Agora hanno qualcosa in più delle altre secondo me, ma con nessun avversario si può stare tranquilli".
Sentite la pressione di una posizione di classifica così alta?
"Ce la siamo messa addosso da soli: sappiamo perfettamente di non avere più margine di errore da qui al termine del campionato. Fin dal mio arrivo ho insistito molto sull'aspetto mentale, cercando un approccio diverso agli allenamenti. Ma con una squadra così giovane la voglia di salire di categoria è uno stimolo già più che sufficiente. Dobbiamo solo pensare a divertirci provando ad arrivare il più in alto possibile".
La Prima Categoria nelle ultime stagioni ha vissuto una serie di cambiamenti a livello regolamentare, dall'introduzione dei playoff all'allargamento dei playout a quattro squadre per concludere con l'obbligo degli Under, che dall'anno prossimo passeranno da uno a due. Lei cosa ne pensa?
"I playout allargati danno sicuramente stimoli aggiuntivi alle formazioni che lottano per la salvezza, mentre i playoff hanno alzato l'intensità di chi prova a salire in Promozione. Per quanto riguarda gli Under, io la vedo come una cosa positiva: l'esperienza dei giocatori over e vicini ai 40 anni è sicuramente un valore aggiunto, ma chiaramente limitano a livello fisico e tecnico una squadra, che invece con i giovani può avere una spinta maggiore sotto questi profili".
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