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Cesano, il primato della programmazione. Pallucchini: "Nati sotto traccia"

Sei punti per sognare: il tecnico racconta la scalata arancionero tra identità di gruppo e il valore dei giovani lanciati dal vivaio

24 Marzo 2026

Flavio Pallucchini, allenatore del Cesano

Flavio Pallucchini, allenatore del Cesano (©Cesano)

Sei punti da amministrare nelle ultime sei giornate di campionato: il Cesano non può ancora cantare vittoria, perché il girone C è tutt'altro che chiuso.

Ma è innegabile che la formazione di mister Flavio Pallucchini si è guadagnata per continuità e qualità del cammino stagionale, impreziosito dall'ottimo andamento in Coppa Lazio interrotto ai quarti di finale, i galloni di favorita. Un pronostico difficilmente immaginabile ad inizio stagione, come ammette lo stesso tecnico arancionero: "Nessuno ha fatto il nostro nome ad inizio stagione, siamo partiti sotto traccia. Ma poi abbiamo percorso un cammino importante soprattutto attraverso la vittoria di tanti scontri diretti, anche se la mancanza di esperienza ci ha penalizzati in qualche sfida con squadre di bassa classifica. Sono tutti campi difficili, comunque, perché come confermano tanti addetti ai lavori questo è uno dei gironi più duri degli ultimi decenni".

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Girone nel quale siete primi con un ottimo cammino parallelo in Coppa Lazio: quale è stato il vostro punto di forza?

"Il gruppo è formato da molti ragazzi che erano qui già lo scorso anno, i giocatori stanno bene tra loro sia in campo che fuori. La programmazione è uno dei punti su cui insistiamo maggiormente qui a Cesano, dove sono ormai da dieci anni. Le sconfitte che abbiamo subìto sono derivate da errori individuali o, in casi come Soratte o Canale Monterano, dalla mancanza di esperienza su campi in campi duri e complicati. Nei quali, però, abbiamo anche ottenuto vittorie di rilievo, arrivate grazie alla qualità di questo collettivo".

Programmazione vuol dire, nel vostro caso, impostare la squadra su un gruppo giovane che può consolidarsi nel tempo. Il ritorno dell'obbligo degli under in prima squadra vi ha favorito in questo senso?

"Ho sempre lavorato nel settore giovanile, nel quale ho imparato che iniziare da capo ogni anno senza dare continuità al lavoro non ha senso. Preparare i giocatori a conquistarsi una categoria superiore è il modo migliore per crescere, creando al contempo spirito di appartenenza ai colori del club. Per quanto riguarda la regola degli under, sono favorevole all'impostazione delle squadre sui giovani, ma non all'obbligatorierà, perché se una squadra ha dei giovani bravi nel suo vivaio deve essere interesse della società portarlo alla crescita fino ad approdare tra i senior. Bisogna puntare sulla meritocrazia, non sull'obbligo. Come abbiamo fatto noi con Michelangeli, classe 2007 che ha segnato il gol decisivo nella vittoria interna con l'Atletico Casalotti".

Mancano sei giornate alla fine del campionato, che ora rimane il vostro unico obiettivo dopo l'uscita dalla Coppa Lazio: come si affronta quest'ultimo mese di impegni?

"L'eliminazione dalla Coppa è stata immeritata per quanto abbiamo dimostrato sul campo nelle due sfide con la Fulgur Tuscania, però ammetto che ci siamo rigenerati sia fisicamente che mentalmente potendo concentrarci su un solo impegno. Ora, per noi, inizia un altro campionato, nel quale avremo la possibilità di allenarci con continuità e per tre volte a settimana su una singola gara. Magari anche quattro, se lo riterrò necessario: solo con il lavoro e la fame si possono raggiungere determinati obiettivi".

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Se dovesse scegliere un aspetto nel quale la sua squadra è cresciuta di più i questi mesi quale sceglierebbe? E su cosa, invece, deve ancora migliorare?

"L'applicazione e la comprensione del mio metodo di lavoro sono aumentati notevolmente da inizio campionato, su questo non ci sono dubbi. E i risultati sono lì a dimostrarlo. Serve, invece, migliorare sulla gestione delle gare, soprattutto quelle fuori casa, nelle quali l'inesperienza ci porta a patire certi climi caldi su determinati campi. Anche per questo spero di poter conquistare il passaggio di categoria, così da inserirci in un contesto più tecnico e meno incentrato sull'agonismo".

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