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1ª Categoria
09 Aprile 2026
Massimo Zucchelli, capitano del Ferraris Villanova (©Ufo.tografo)
Una battaglia a tre fino all'ultima giornata, quella che attende il Ferraris Villanova. E forse anche oltre, visto che almeno con la Real Vis Artena c'è la possibilità di ritrovarsi anche in finale di Coppa Lazio visti i risultati delle semifinali di andata.
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I giallorossi di mister Stefano Mozzetta stanno guidando il girone E insieme ai rossoverdi e al Valmontone Next Gen, rivali raccolte in appena tre punti, con il verdetto finale ancora decisamente in bilico.
Una situazione che, vista da fuori, promette spettacolo ma che, dall'interno, vede le squadre convivere con la pressione, come spiega il capitano del Ferraris Villanova Massimo Zucchelli.
Cinque giornate al termine, 1 punto da recuperare per la vetta, 2 da difendere per mantenere almeno i playoff: a vederla da fuori sembra una situazione in cui si sente parecchia pressione. Anche dentro lo spogliatoio è così?
"Nonostante i tanti infortuni che abbiamo avuto durante l'anno, anche piuttosto lunghi, siamo stati bravi a rimanere sempre in corsa. Ci sono stati alti e bassi come in tutti i campionati al vertice, dentro lo spogliatoio abbiamo sempre mantenuto alta la concentrazione con quel pizzico di leggerezza, grazie anche al nostro gruppo veramente giovane. Posso dire che abbiamo sentito la giusta pressione e l'abbiamo usata quasi sempre a nostro favore".
Con Real Vis Artena e Valmontone avete dato vita ad una corsa a tre che promette di durare fino all'ultima giornata: quali sono le vostre qualità migliori che, secondo te, possono fare la differenza nel rush finale?
"Voglio fare i più sinceri complimenti alla Vis Artena e al Valmontone, siamo l'unico girone in cui le prime 3 sono a 3 punti, sicuramente per chi segue questo campionato è molto avvincente. Mi sento di dire che la nostra migliore qualità è la rosa: siamo 25-26 giocatori tutti di grande livello, ogni partita mettiamo sempre il nostro allenatore in difficoltà per mettere in campo la formazione. E poi abbiamo qualche giocatore che, a mio parere, è un gradino sopra questa categoria, oltre ad uno staff tecnico molto preparato che in ogni allenamento prepara al meglio ogni dettaglio. E poi non scordiamoci della società che ci aiuta in ogni momento".
Lo scorso anno hai vinto un campionato di Prima con la Magnitudo: tra quella squadra e l'attuale del Ferraris che riscontri puoi fare sia a livello caratteriale che tecnico?
"Sicuramente la prima differenza che mi viene in mente è che in quel gruppo avevamo molti più giocatori veterani: basti pensare che fino a gennaio il più anziano qui ero io (classe '94, ndr). Affrontare un campionato al vertice non dico che sia stato più facile, ma sicuramente avevamo sempre delle persone pronte a darci il consiglio giusto, o magari dire quella parola che in quel momento poteva aiutare. Al contrario avevamo una rosa molto più corta, quindi non è stato facile arrivare fino in fondo, anche lo scorso anno ci sono stati alti e bassi, diciamo che sono due modi molto diversi di affrontare un campionato: alla Magnitudo magari prevaleva il ragionamento e l'autocontrollo, al Ferraris la spensieratezza e la consapevolezza di essere una squadra molto forte. Affrontiamo ogni partita a viso aperto senza paura e possiamo dire che sta andando abbastanza bene".
Da capitano cosa ti senti di dire alla squadra per aiutarla a tenere la rotta in questo finale di stagione?
"Voglio essere sincero: pensavo di avere molte più difficoltà. Arrivare da sconosciuto ed essere capitano non è stato facile, ma ho conosciuto un gruppo di ragazzi veramente incredibili, mi hanno fatto sentire subito parte integrante di questa grande famiglia, sono straordinari dentro e fuori dal campo, ho legato con tutti. E mi permetto di dire che prima di essere dei grandi giocatori, sono tutti delle bellissime persone. Alla squadra non devo dire nulla, siamo tutti consapevoli che queste cinque partite sono delle finali in cui dobbiamo dare ancora di più di quanto fatto finora. Grazie ai nostri meravigliosi tifosi abbiamo sempre una carica in più anche quando ci sentiamo stanchi o stremati, vengono sempre a sostenerci in ogni partita. Dobbiamo dare tutto, pero loro, per la società e per questa bellissima città, che si merita il meglio".
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