L'intervista

Roberto Zaccardi: "Vi presento la mia Roma 3Z tra tradizione e innovazione"

Il presidente gialloblù illustra i progetti e le ambizioni del nuovo corso del club

Il raggiungimento della vittoria guida troppo spesso l’attività di una società sportiva. Un aspetto che dovrebbe invece passare in secondo piano, soprattutto quando si parla di settore giovanile o scuola calcio. I titoli sono sempre fonte di grande soddisfazione, ma dovrebbero rappresentare il premio per il cammino seguito ed il lavoro svolto. Questo concetto è alle fondamenta dell’History Roma 3Z, società che da oltre quarant’anni opera nella Capitale, formando uomini prima ancora che calciatori. Il senso di appartenenza e di famiglia rappresentano la vera forza invisibile che unisce in maniera indissolubile ogni persona di questo club. È in questo clima di fiducia e identità che lo sport diventa non solo competizione, ma una vera e propria scuola di vita. Con questo obiettivo chiaro in mente, la Roma 3Z ogni anno cresce, cambia, si rinnova, ma senza mai snaturarsi, mantenendo ben saldi i suoi principi che l’hanno sempre resa una società unica. Tra le novità di questa nuova stagione c’è anche il cambio al vertice, con Roberto Zaccardi chiamato a ricoprire il ruolo di presidente. Roberto rappresenta nel migliore dei modi questo spirito gialloblù. Nato e cresciuto nelle scuole calcio prima e nelle giovanili poi, fino a diventare capitano della prima squadra, oggi ha deciso di mettere la sua esperienza del mondo del 3Z a disposizione di tutta la società, in un percorso che cerca di unire tradizione e rinnovamento.

Tradizione L’History, in un mondo del Futsal che vede morire ogni anno tante società, rappresenta uno dei club più antichi d’Italia: “Questo aspetto rappresenta un punto di partenza per me – spiega Roberto Zaccardi - Naturalmente il percorso non l’ho iniziato io, ma è nato nel 1983 grazie a mio padre e a mio zio, portato poi avanti dai miei cugini. Oggi sono qui per dare il mio contributo. La mia idea è quella di continuare questo lavoro con la stessa serietà e lo stesso sacrificio che da generazioni portiamo avanti, capillarmente, sul territorio.”

Famiglia La parola famiglia è spesso associata ai club, ma mai come nel caso dell’History Roma 3Z è un concetto che va molto più in profondità, radicato anche nel suo stesso nome: “La nostra forza è principale è quella di avere una casa. Il nostro impianto è nato nel ’90 ed è la pietra miliare attorno alla quale tutto si è sviluppato. È la stessa casa nella quale sono cresciuto io e che accompagna i nostri ragazzi nel loro cammino di formazione. Il concetto di famiglia non si può descrivere solo a parole, ma lo tocchi con mano quando ogni giocatore resta legato alla maglia, quando lavora con impegno dall’età di quattro anni fino all’esordio in prima squadra, senza mai perdere quel senso di appartenenza che ci rende unici. Questa continuità speciale rappresenta il nostro concetto di famiglia”.

Professionalità Se da una parte questo concetto di famiglia può essere un punto di forza, rischia però anche di diventare un alibi. Non è così a via di Centocelle, come spiega in maniera chiara il presidente Zaccardi: “E’ vero, siamo un ambiente familiare, ma non siamo mai stati professionali come oggi. Abbiamo messo attorno ai ragazzi un numero di tecnici, preparatori e istruttori ancora più grande rispetto al passato. Le giovanili e la prima squadra devono ricercare prestazioni e risultati, ma il valore di famiglia resta ed è tangibile, come quando i giocatori ritornano e restano legati alla nostra società nel tempo”.

Innovazione e visione Infine, Roberto Zaccardi indica la via da seguire, in un giusto connubio tra tradizione e rinnovamento: “L’innovazione della Roma 3Z non nasce oggi, ma è iniziata nell’83, quando mio padre e mio zio crearono qualcosa che era già anni avanti rispetto a quel periodo. E’ proseguita con l’acquisto dell’impianto, che ha dato stabilità a tutto il movimento. Io non faccio rivoluzioni, proseguo quel lavoro sul solco creato da loro e lo porto avanti, adattandolo ai giorni nostri. Il mio obiettivo è chiaro: condurre l’History dove non è mai arrivata, non per mancanza di competenze, ma per dare continuità a un percorso che merita spingersi più lontano

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